Pensione alla nascita, il governo Meloni valuta un fondo previdenziale per ogni nuovo nato
Il governo Meloni propone un fondo previdenziale per ogni nuovo nato, ispirandosi al modello tedesco. Chi verserà i soldi?

Il governo Meloni sta valutando l’introduzione di un fondo previdenziale per ogni nuovo nato, un’idea ispirata al modello tedesco. La proposta, avanzata dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, mira a creare un sistema che permetta di costruire un patrimonio previdenziale fin dalla nascita, con l’obiettivo di garantire una pensione più dignitosa alle future generazioni. La misura, che potrebbe essere introdotta con la prossima legge di Bilancio, prevede un contributo iniziale dello Stato e versamenti volontari da parte dei genitori e dei familiari fino all’età della maggiore età.
Un modello ispirato alla Germania
La proposta si basa sul sistema tedesco della Frühstart-Rente, introdotto dal governo di Friedrich Merz. In quel modello, lo Stato versa 10 euro al mese per i bambini tra i 6 e i 18 anni, con l’obiettivo di accumulare un fondo previdenziale investito sul mercato. Se i genitori aggiungono ulteriori 20 euro al mese, il capitale potrebbe raggiungere circa 160mila euro a 65 anni. La ministra Calderone ha sottolineato che il fondo italiano potrebbe iniziare con un piccolo contributo pubblico, sufficiente a garantire la sua attuazione senza sottrarre risorse a altri strumenti previdenziali.
La gestione e la vigilanza
Il ruolo della gestione del fondo previdenziale alla nascita è affidato all’Inps, mentre la vigilanza sarà curata dalla Covip. La ministra ha espresso la volontà di mantenere il controllo pubblico, ma ha lasciato aperta la possibilità di collaborare con operatori privati. L’obiettivo è creare un nuovo pilastro previdenziale, che si aggiunga a quelli esistenti e contribuisca a garantire una pensione più sicura e dignitosa. La proposta, tuttavia, rimane un’ipotesi in fase di valutazione, senza alcuna data di avvio definita.
Il fondo previdenziale alla nascita potrebbe essere aperto per ogni nuovo nato, con un primo versamento pubblico molto contenuto. Successivamente, i genitori e i familiari potrebbero contribuire volontariamente, fino all’età della maggiore età. Quando il beneficiario inizierà a lavorare, sarà lui stesso a proseguire con i versamenti. L’idea è di familiarizzare fin da subito le nuove generazioni con l’idea di investire per il futuro, anche se il modello tedesco ha suscitato alcune critiche per il rischio di trasferire risorse pubbliche ai privati. Il governo italiano punta a mantenere il controllo del fondo in capo all’Inps, ma non esclude una collaborazione con il mercato. L’obiettivo, nel lungo periodo, è costruire un sistema previdenziale più solido e sostenibile, in un contesto demografico sempre più sfavorevole. La proposta, se approvata, potrebbe rappresentare un passo importante verso una riforma previdenziale più inclusiva e orientata al futuro.
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