Nuove analisi sui vestiti di Yara Gambirasio, la difesa di Bossetti chiede ulteriori test
La difesa di Massimo Bossetti chiede nuove analisi sui vestiti di Yara Gambirasio, segnali di sperma mai testati.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha presentato nuove contestazioni basate su fotografie ad alta definizione di reperti analizzati durante le indagini. Secondo la consulenza del genetista forense Marzio Capra, le immagini mostrano segnali compatibili con la presenza di liquido seminale maschile su alcune porzioni del giubbotto e della felpa della bambina. I test effettuati all’epoca non hanno rilevato tracce di sperma, ma la difesa sostiene che potrebbero esserci elementi non analizzati o interpretati in modo diverso. L’obiettivo è ripetere gli accertamenti con tecnologie più sensibili per chiarire eventuali dubbi.
Analisi iniziali non sufficienti
Secondo Capra, alcuni risultati che oggi appaiono nelle fotografie avrebbero dovuto essere considerati positivi o comunque richiedere ulteriori approfondimenti. Qualsiasi scienziato forense avrebbe dovuto catalogare come positivo o comunque da approfondire il segnale osservato, ha sottolineato il genetista. La difesa concentra l’attenzione anche su un test effettuato sulla felpa, che secondo la lettura proposta da Capra sarebbe debolmente positivo e compatibile con le condizioni in cui il reperto è rimasto per circa tre mesi prima del ritrovamento. Tuttavia, si tratta di una nuova interpretazione e non di una prova già accertata.
Richiesta di ulteriori test
La difesa chiede di ripetere gli accertamenti utilizzando tecnologie oggi più sensibili rispetto a quelle disponibili al momento delle prime analisi. L’obiettivo è stabilire se i segnali osservati nelle immagini possano essere confermati e, soprattutto, quale sia la loro eventuale origine. Per noi è fondamentale ripetere ed approfondire questi test, ha spiegato Capra, sostenendo che gli strumenti attuali potrebbero consentire di rispondere a interrogativi che all’epoca non furono affrontati. Le fotografie e i test dovranno eventualmente essere sottoposti a ulteriori verifiche scientifiche.
La questione sarà discussa nell’ambito dell’incidente di esecuzione fissato per il 5 ottobre davanti al Tribunale di Bergamo. Bossetti, che continua a proclamarsi innocente, ha avuto un ruolo centrale nel processo grazie alla traccia genetica identificata come “Ignoto 1”, poi attribuita a lui. La difesa punta a verificare se i nuovi accertamenti possano aggiungere elementi al quadro probatorio. Qualora emergessero risultati inediti e scientificamente rilevanti, potrebbero essere valutati anche nell’ambito di un’eventuale futura richiesta di revisione del processo.
Le immagini ad alta definizione sono state visionate per la prima volta dalla difesa nel febbraio 2025, dopo l’accesso ai reperti autorizzato dai giudici. L’avvocato Claudio Salvagni e il genetista forense Marzio Capra contestano l’interpretazione data all’epoca ad alcuni risultati. Secondo la lettura proposta da Capra, il degrado del materiale biologico potrebbe spiegare la debolezza del segnale osservato. Tuttavia, si tratta di una nuova lettura e non di una prova già accertata dell’esistenza di liquido seminale sugli abiti, né tantomeno dell’attribuzione di eventuali tracce a una persona specifica.
La difesa punta a verificare se i nuovi accertamenti possano aggiungere elementi al quadro probatorio. Qualora emergessero risultati inediti e scientificamente rilevanti, questi potrebbero essere valutati anche nell’ambito di un’eventuale futura richiesta di revisione del processo. L’obiettivo è stabilire se i segnali osservati nelle immagini possano essere confermati e, soprattutto, quale sia la loro eventuale origine. La questione sarà discussa nell’ambito dell’incidente di esecuzione fissato per il 5 ottobre davanti al Tribunale di Bergamo.
