Il nazionalismo che si alimenta di tragedie e di divisioni
Il nazionalismo meloniano si basa su tragedie e divisioni, alimentando conflitti in Europa.

Il nazionalismo che si alimenta di tragedie e di divisioni ha trovato spazio in un contesto europeo segnato da tensioni e scelte politiche. L’8 agosto di ottant’anni fa, nell’incendio della miniera di Marcinelle, morirono 262 persone, tra cui 136 italiani. L’evento, descritto da Dino Buzzati come un “piombo in un’angoscia senza nome”, è diventato simbolo di una comunità che, in un momento di sofferenza, ha condiviso dolore e solidarietà. Oggi, invece, il ricordo di queste tragedie viene usato per alimentare conflitti, con un nazionalismo che si nutre di divisioni e di scelte politiche che sembrano dimenticare l’Europa delle persone.
La politica e le scelte che dividono
La politica italiana, in particolare quella del governo di destra guidato da Giorgia Meloni, ha visto un aumento di tensioni con la Spagna, un paese che ha reagito alla sospensione di Schengen. Questa ritorsione, secondo alcuni osservatori, è il minimo che possa accadere quando si spezza la solidarietà tra i paesi europei. L’Europa, in questo contesto, viene vista come un’estensione degli interessi nazionali, anziché come un’entità comune. La destra, inoltre, sembra usare ogni occasione per polarizzare, dividere e gettare la colpa sugli altri, come dimostrano gli episodi recenti, come l’incendio dello Spin Time che ha lasciato quattrocento persone ferite e in mezzo a una strada.
La destra italiana ha costruito una narrazione che si basa su fatti distorti e divisioni. Trent’anni fa, nel 1996, il presidente del Consiglio Romano Prodi, in carica da quattro mesi, volò a Valencia per un vertice con il presidente spagnolo José María Aznar. Due settimane dopo, il Financial Times rivelò che Prodi aveva chiesto a Aznar di rinviare l’adesione della Spagna all’euro, un episodio che è stato successivamente rivelato come una leggenda. La destra italiana, però, ha continuato a ripetere questa versione, alimentando un nazionalismo che si basa su fatti distorti.
Un passato che non si dimentica
Il ricordo delle tragedie del passato, come l’incendio di Marcinelle, è stato utilizzato per ricordare l’Europa delle persone, ma oggi sembra essere usato per alimentare divisioni. I migranti di oggi, che affollano le campagne e le fabbriche, sono gli italiani di ieri, costretti a condizioni disumane. La gestione dei flussi migratori deve obbedire a criteri di rispetto della dignità, come ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella. Tuttavia, l’Europa delle piccole patrie ciniche e egoiste sembra dimenticare questa storia, preferendo un nazionalismo che si basa su interessi e divisioni.
La destra sembra usare ogni occasione per alimentare conflitti e polarizzare. Tra meno di un mese, il governo Meloni celebrerà il suo record di durata, ma è come se questi quattro anni non fossero mai passati. La polarizzazione, la divisione e la ricerca di colpe esterne sono diventate strumenti di propaganda, con la destra che cerca di usare ogni situazione per rafforzare il proprio discorso. Questo atteggiamento, però, rischia di portare a conseguenze negative, come la perdita di solidarietà e di coesione tra i paesi europei.
