Ruanda apre al modello Albania per gestione migranti: “Stiamo trattando”
Il Ruanda discute con l’Italia e l’Europa un modello per gestire i migranti irregolari in Africa.

Un passo verso la gestione esterna dei migranti
Il Ruanda ha confermato di aver avviato “discussioni preliminari” con l’Italia e altri Stati europei per valutare un modello simile a quello dell’Albania, che permette di gestire i migranti irregolari all’esterno dei confini europei. L’obiettivo è esternalizzare parte delle procedure d’asilo e dei rimpatri, riducendo il carico su territori sovraccarichi. La portavoce del governo ruandese, Yolande Makolo, ha spiegato che il Paese africano è aperto a questa soluzione, ma non ha ancora dato un’indicazione definitiva. Il Ruanda ha già ospitato migliaia di profughi evacuati dalla Libia. L’Etm di Gashora, un meccanismo di transito d’emergenza istituito nel 2019 in collaborazione con l’Unione Africana e l’Unhcr, è destinato a rifugiati e richiedenti asilo provenienti dalla Libia, offrendo loro un luogo sicuro per evitare pericoli durante le traversate nel deserto o nel Mediterraneo. Il Ruanda ha già ospitato oltre 3 mila profughi evacuati dalla Libia, con un tasso di reinsediamento elevato.
Colloqui con Uganda e Ghana e il rischio di blocchi legali
Le trattative coinvolgono non solo il Ruanda, ma anche l’Uganda e il Ghana, con l’Italia che cerca di condividere con l’Europa l’impegno di esternalizzare la gestione dei migranti. Tuttavia, il Ruanda ha già subito un blocco da parte della Corte suprema britannica, che aveva ritenuto rischioso il trasferimento di migranti irregolari nel Paese. Il governo inglese aveva abbandonato il piano nel 2024 dopo le critiche. La portavoce Makolo ha rassicurato che il Ruanda mira a “dare alle persone una casa” e a garantire la sicurezza delle famiglie in difficoltà.
Il piano italiano prevede l’uso di hub per ospitare migranti senza diritto di soggiorno. Il nuovo regolamento sui rimpatri offre il quadro giuridico necessario, ma richiede che i Paesi coinvolti rispettino i diritti umani e il principio di non respingimento. Il Ruanda, con il suo modello Etm, potrebbe diventare un punto di riferimento per questa strategia, ma solo se le condizioni saranno soddisfatte.
Il piano italiano, presentato al Consiglio Europeo il 4 agosto, mira a condividere con l’Europa l’impegno di esternalizzare la gestione dei migranti. L’obiettivo è creare hub destinati ad ospitare migranti senza diritto di soggiorno, con l’obiettivo di evitare il rischio di stragi durante le traversate. Il Ruanda, con il suo modello Etm, potrebbe diventare un punto di riferimento per questa strategia, ma solo se le condizioni saranno soddisfatte. La discussione tra Italia e Ruanda rappresenta un passo significativo nella gestione dei flussi migratori, ma il successo dipenderà da una collaborazione stabile e da una gestione rispettosa dei diritti delle persone coinvolte.
