Muzhda, una ragazza afghana che torna a studiare a Roma dopo la fuga dai talebani

Muzhda, 23 anni, fuggita dall’Afghanistan nel 2021, torna a studiare a Roma dopo cinque anni di esperienze difficili.

Una ragazza afghana studia a Roma dopo essere fuggita dai talebani, accompagnata da un insegnante di fisica
Una ragazza afghana studia a Roma dopo essere fuggita dai talebani, accompagnata da un insegnante di fisica

Muzhda, 23 anni, ha lasciato l’Afghanistan nel 2021 e oggi studia a Roma dopo cinque anni di esperienze difficili. Fuggita dai talebani, ha trovato rifugio in Italia e ha ripreso a studiare, pur affrontando molte sfide. La sua storia è un esempio di resilienza e speranza, anche se il cammino non è stato facile. Muzhda ha lasciato il Paese quando i talebani avevano ripreso il controllo di Kabul, e ha trovato un nuovo inizio in Italia, dove ha potuto riprendere gli studi. La sua determinazione e la sua capacità di adattarsi hanno permesso a Muzhda di costruirsi un futuro che in Afghanistan sarebbe stato impossibile.

La fuga e l’arrivo in Italia

Muzhda ha lasciato l’Afghanistan nel 2021, quando i talebani hanno ripreso il controllo di Kabul. Aveva 18 anni e ha dovuto fuggire con la famiglia, lasciando dietro di sé un Paese in cui le donne non avevano diritti e dove l’istruzione era proibita. La sua fuga è stata difficile, ma grazie a un’organizzazione che si occupa di rifugiati, Muzhda ha potuto trovare un rifugio in Italia. La sua storia è stata raccontata da un docente di fisica, Maria Grazia Betti, che ha contribuito al suo inserimento nel sistema educativo italiano.

La sua determinazione ha permesso a Muzhda di trovare un nuovo inizio in Italia. Dopo essere arrivata in Italia, Muzhda ha vissuto in un centro di accoglienza e ha iniziato a imparare l’italiano. Ha trovato un lavoro come mediatrice culturale e ha capito che voleva studiare servizio sociale. Nel 2024 si è iscritta al corso di Servizio sociale e Sociologia all’Università Roma Tre. La sua determinazione è stata riconosciuta dai professori, che hanno dato a Muzhda molta fiducia.

Le sfide e la speranza

Nonostante le sfide, Muzhda ha trovato il suo metodo di studio e ha iniziato a prendere esami con successo. «A luglio ho dato due esami e ho preso 30 a entrambi», ha detto Muzhda, mostrando la sua determinazione. La sua famiglia, composta da genitori e due fratelli, vive in Italia e ha difficoltà a imparare l’italiano. Uno dei fratelli ha problemi di salute e Muzhda ha dovuto accompagnarlo a scuola per parlare con l’insegnante di sostegno.

Muzhda ha condiviso con chi l’ha conosciuta la sua paura del mare. «Non ci sono mai andata, in Afghanistan abbiamo solo montagne», ha detto. Tuttavia, nonostante le sue paure, Muzhda non perde la speranza. «Ci sono momenti difficili, ma non bisogna mai perdere la speranza e bisogna conoscere i nostri diritti», ha aggiunto. Muzhda ha anche espresso la sua gratitudine per chi l’ha aiutata a trovare un nuovo inizio in Italia.

A breve Muzhda dovrà cercare una nuova casa. Ma sorride ancora: «A luglio ho dato due esami e ho preso 30 a entrambi: ho finalmente trovato il mio metodo di studio». La sua storia è un esempio di come la speranza e la determinazione possono portare a un futuro migliore, anche in un Paese che non è stato facile da affrontare. Muzhda continua a studiare e a costruirsi un futuro, pur affrontando le sfide quotidiane. La sua voce è un segno di speranza per chiunque si trovi in una situazione simile.