Motorini elettrici cinesi venduti come e-bike: maxi sequestro per 5 milioni di euro in tutta Italia
Sequestro di 5 milioni di euro di motorini elettrici cinesi venduti come e-bike in Italia per violazioni di sicurezza.

Almeno 6.885 motorini elettrici cinesi, venduti illegalmente come biciclette a pedalata assistita, sono stati sequestrati in tutta Italia per violazioni delle normative di sicurezza. L’operazione, condotta in collaborazione con la Guardia di Finanza e con il supporto del Ministero delle Infrastrutture e del Made in Italy, ha portato alla rimozione di veicoli non conformi alle direttive europee e nazionali, con un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro. L’inchiesta, avviata su richiesta della procura calabrese, ha visto l’intervento dei finanzieri del comando provinciale di Palermo, in esecuzione di un decreto emesso dal Gip di Palmi (Reggio Calabria).
Violazioni di sicurezza e certificazioni ingannevoli
Le biciclette a pedalata assistita, note come e-bike e Epac, sono regolamentate dalla Direttiva Macchine dell’UE (2006/42/CE), che impone requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute. I veicoli sequestrati, però, non rispettavano tali standard, nonostante fossero presentati come conformi agli uffici doganali. La falsa documentazione, utilizzata per l’importazione di almeno 6.885 unità dal 2023 ad oggi, ha permesso agli esercenti di ottenere provvedimenti di svincolo, pur non essendo i motorini adatti alla circolazione. La potenza massima dei motori, che dovrebbe essere limitata a 250 Watt, non era rispettata, e la velocità non era controllata come previsto.
La Guardia di Finanza ha scoperto il sistema di certificazioni ingannevole grazie a controlli effettuati anche con il supporto di associazioni di categoria e del Ministero delle Infrastrutture. I veicoli, non conformi alle normative europee e italiane, sono stati sequestrati in diverse regioni, tra cui Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana. La falsa documentazione, che attestava la conformità ai requisiti di sicurezza, è stata trovata tra i materiali raccolti durante le indagini.
Indagati un imprenditore e una società per frode in commercio
Nell’inchiesta sono indagati un imprenditore palermitano e una società per frode in commercio e falso in atto pubblico. Il fenomeno, però, si estende su tutto il territorio nazionale, con sequestri effettuati in Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana. La Guardia di Finanza ha eseguito provvedimenti nei confronti di magazzini di grossisti e venditori al dettaglio, collaborando con le Fiamme gialle locali. La falsa documentazione, che attestava la conformità ai requisiti di sicurezza, è stata trovata tra i materiali raccolti durante le indagini.

Le autorità competenti, con la collaborazione dei nuclei speciali Antitrust e Beni e servizi delle Fiamme gialle, stanno valutando un rapporto che analizza le violazioni di natura amministrativa, come le pratiche commerciali scorrette o ingannevoli. Le e-bike, infatti, sono soggette al Codice del Consumo, che impone l’osservanza di norme specifiche per la pubblicità e la vendita. La Guardia di Finanza ha anche avviato ulteriori approfondimenti per verificare eventuali violazioni in materia di sicurezza e di conformità alle normative europee.
Il sequestro di questi motorini elettrici rappresenta un caso significativo di frode commerciale e di violazione delle normative di sicurezza. La Guardia di Finanza, in collaborazione con le autorità competenti, continua a monitorare il mercato per garantire la conformità dei prodotti e la tutela dei consumatori. La situazione evidenzia l’importanza di controlli rigorosi e di una corretta applicazione delle normative, per evitare che prodotti pericolosi possano essere venduti e utilizzati illegalmente. La falsa documentazione ha permesso l’importazione di migliaia di veicoli non sicuri. Le e-bike non rispettavano i limiti di potenza e velocità previsti.
