Milo Infante allude alle indagini del 2007 su Garlasco: “C’è chi nasconde la verità”

Milo Infante critica le indagini del 2007 su Garlasco, annuncia nuove testimonianze in onda su Verità Nascoste.

Milo Infante allude alle indagini del 2007 su Garlasco:
Milo Infante allude alle indagini del 2007 su Garlasco: “C’è chi nasconde la verità”

Milo Infante, conduttore del programma Ore 11, ha nuovamente sollevato il tema delle indagini del 2007 sul delitto di Garlasco, che furono il preambolo della condanna definitiva ad Alberto Stasi nel 2015. Durante la puntata del 19 ottobre, ha annunciato che, nell’altro programma che lo vede protagonista, Verità Nascoste, sarà trasmessa una puntata che presenterà “testimonianze del passato” in grado di dimostrare come “ancora oggi c’è qualcuno che va contro la difesa di Alberto Stasi” invece di “stare zitto e uscire di scena dignitosamente là dove ha vergognosamente fallito”. La puntata è prevista per martedì 20 ottobre.

Un’altra verità nascosta

Nel corso dell’approfondimento dedicato al delitto di Garlasco, Infante ha lasciato trasparire un’anticipazione, parlando di una “verità diversa” rispetto a quella ufficialmente raccontata. Ha sottolineato che “quando una verità viene svelata, c’è sempre una prova che qualcuno ha cercato di nascondere e che è emersa insieme alla verità”. L’affermazione ha suscitato interesse, soprattutto per il riferimento alle sentenze, tra cui quella della Cassazione, che conferma la condanna definitiva di Alberto Stasi. Secondo Infante, le indagini del 2007 sono state condotte in modo “vergognoso”. Le indagini del 2007 sono state condotte in modo vergognoso, come ha sottolineato Infante.

Indizi e possibili destinatari

Infante non ha specificato a chi si riferisse, ma ha dato un indizio parlando di un personaggio che “va contro la difesa di Alberto Stasi”. Tra le due figure che si occuparono attivamente delle indagini del 2007, Gennaro Cassese e Luciano Garofano, il secondo è stato oggetto di scontri con gli avvocati di Stasi, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, soprattutto negli ultimi mesi. Questo potrebbe indicare un possibile bersaglio della critica di Infante.

Infante ha anche posto domande su un aspetto tecnico delle indagini: l’uso del luminol e la ricerca di tracce di sangue nel tappetino. Ha chiesto: “Secondo voi, a rigor di logica, al piano superiore è stato fatto il luminol? E’ stato fatto il luminol del piano di sopra? Non l’hanno fatto. E almeno in cucina ci sono tracce di sangue. Ma non l’hanno cercate nel tappetino?” L’affondo è stato diretto: “Il tappetino arrotolato: ma chi è il genio che arrotola il tappetino e poi cerca il sangue sotto e non sul tappetino.” Infante ha messo in discussione il metodo utilizzato per rilevare le tracce di sangue.

Ha anche sottolineato che l’approccio utilizzato potrebbe aver ridotto le possibilità di rilevamento del sangue, con un’efficacia del 60%. Infine, Infante ha accennato a una possibile revisione delle indagini, soprattutto in relazione alla perizia Testi del 2014, detta “pistola fumante” da molti citata ma poco letta o compresa. Ha sottolineato che “forse ci sarà una revisione che porterà a riesaminare quella che è la perizia Testi”. Questo potrebbe aprire nuove prospettive sull’intero caso, ma non è chiaro se si tratti di un’ipotesi o di un’indicazione concreta.