Andrea Sempio e la prova Cenerentola: le intercettazioni e le critiche al caso Garlasco

Andrea Sempio e la prova Cenerentola: le intercettazioni e le critiche al caso Garlasco

Andrea Sempio e la prova Cenerentola: le intercettazioni e le critiche al caso Garlasco
Andrea Sempio e la prova Cenerentola: le intercettazioni e le critiche al caso Garlasco

Il caso Garlasco, che ha tenuto banco per mesi, si è nuovamente acceso in tv, con l’attenzione concentrata su Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia del delitto di Chiara Poggi. Le indagini, concluse il 28 settembre 2026, hanno portato alla difesa del 38enne a presentare cinque controconsulenze per smontare il quadro probatorio e evitare il rinvio a giudizio. La puntata di lunedì 19 ottobre 2026 del programma “Dentro la Notizia” ha dato spazio a una prova, ribattezzata “Prova Cenerentola”, che ha suscitato reazioni e critiche, soprattutto sui social.

La prova Cenerentola e le critiche

La difesa di Andrea Sempio ha sottoposto a verifica l’impronta di scarpa trovata sulla scena del crimine, considerata finora un 42. I consulenti dell’indagato hanno effettuato un test per provare il 41 e il 42, ma senza successo, puntando a dimostrare che il numero effettivo sia un 44, come dichiarato da Sempio. Tuttavia, questa prova ha suscitato non poche critiche, soprattutto per l’utilizzo di scarpe di dimensioni incompatibili con quelle utilizzate ad agosto, quando è avvenuto il delitto.

La difesa sostiene che l’impronta potrebbe essere un 40, ma non è sufficiente a scagionare Sempio.

Andrea Sempio ha replicato in esclusiva al programma, sottolineando che il test non è stato condotto in modo corretto e che la sua taglia è effettivamente un 44. Ha anche sottolineato la provenienza degli stivaletti, regalati dalla zia, e ha respinto le accuse di utilizzo di calzini spessi. L’avvocato Liborio Cataliotti ha chiarito che la difesa sostiene l’ipotesi di un 40, ma non è sufficiente a escludere Sempio dalla scena del crimine.

Le intercettazioni e le nuove prove

La difesa ha anche depositato un’istanza chiedendo il reintegro di 81 intercettazioni ritenute irrilevanti, ma giudicate importanti dai legali. Tra queste, 70 intercettazioni potrebbero dare un significato ai soliloqui di Sempio. L’ex magistrato Simonetta Matone ha espresso dubbi sulla strategia di comunicazione della difesa, sottolineando che non risponde al contraddittorio.

Le intercettazioni potrebbero rivelarsi decisive per il caso.

Andrea Sempio ha anche confermato di non scrivere più, temendo che le sue parole possano finire in mano agli inquirenti. L’ex magistrato Gianluigi Nuzzi ha sottolineato come la difesa non abbia trovato la scarpa, ma parta dal presupposto che sia stata buttata. Questo ha suscitato polemiche, soprattutto tra i legali di parte civile.

Le reazioni dei legali e dei magistrati

Il giornalista Carmelo Abbate ha commentato la strategia difensiva, sottolineando come la difesa abbia cercato di trovare il pelo sotto la scarpa, mentre lui ha combattuto per 20 anni contro giudici che hanno emesso sentenze non in suo nome. L’ex magistrato Simonetta Matone ha espresso preoccupazione per la strategia di comunicazione della difesa, sottolineando che non risponde al contraddittorio.

La difesa di Andrea Sempio, attraverso la “Prova Cenerentola” e le intercettazioni, cerca di smontare le accuse e di dimostrare l’innocenza del 38enne. Tuttavia, le critiche e le polemiche continuano, con l’attenzione concentrata su come le prove possano influenzare il verdetto finale.