Massimo Bossetti parla dei tradimenti della moglie e della sua condanna
Massimo Bossetti confessa i tradimenti della moglie e la sua condanna a morte

Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha rivelato ai giudici del terzo grado i tradimenti della moglie Marita Comi, scoperti durante la sua detenzione. L’uomo, che continua a dichiararsi innocente, ha raccontato di essere stato trovato con la testa nel lavandino, un episodio che ha suscitato scalpore durante le indagini. I figli di Bossetti, però, continuano a visitarlo spesso, dimostrando un legame emotivo nonostante la sua condanna. La storia, che ha scosso l’Italia, si svolge in un contesto di tensioni familiari e di un processo giudiziario che ha visto tre gradi di giudizio confermare la sua colpevolezza.
La condanna e la difesa di Bossetti
Il 12 ottobre 2018, la Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti, un muratore di Mapello (Bergamo), per l’omicidio di Yara Gambirasio, una tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010. La ragazza, che si recava in palestra, è stata trovata morta tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola. Bossetti, che ha sempre negato l’omicidio, ha sottolineato che il Dna trovato sugli slip e sui leggins della vittima non può rappresentarlo. «Io Yara non l’ho mai vista», ha detto, rifiutando categoricamente ogni colpa. Nonostante le prove e le analisi scientifiche, il processo ha visto il suo nome associato all’omicidio, nonostante la sua negazione.
Non è stato lui, dice a Belve Crime, a uccidere Yara Gambirasio. «Quel Dna (sugli slip e sui leggins della vittima ndr) non può rappresentarmi. Io Yara non l’ho mai vista», ha aggiunto, rafforzando la sua posizione di innocente. Nonostante le accuse e le prove, Bossetti ha mantenuto la sua posizione, nonostante la condanna definitiva.
Tradimenti e crisi familiare
La moglie di Bossetti, Marita Comi, ha rivelato durante le indagini i tradimenti che l’uomo ha scoperto in carcere. L’episodio ha causato un forte trauma emotivo, tanto che Bossetti ha tentato il suicidio. La relazione, già fragile, si è ulteriormente indebolita a causa di questi fatti. «Mi trovarono con la testa nel lavandino», ha detto Bossetti, riferendosi a un momento di crisi durante la sua detenzione. La moglie, però, continua a visitarlo, dimostrando un legame affettivo nonostante le accuse. I figli, invece, vengono a trovarlo spesso, un segno di affetto e di connessione familiare nonostante la sua condanna.
Non sento alcuna colpa addosso, ha detto Bossetti, rafforzando la sua posizione di innocente. Tuttavia, ha riconosciuto di portare l’etichetta del mostro, un’identità che non si cancellerà mai. «Anche se venissi prosciolto, resterà tatuata sulla mia testa fino alla fine dei miei giorni», ha concluso, mostrando una profonda consapevolezza del peso della sua condanna.
- Massimo Bossetti condannato all’ergastolo per omicidio
- Tradimenti della moglie scoperti in carcere
- Figli visitano spesso il detenuto
La storia di Massimo Bossetti rappresenta un caso complesso, in cui la giustizia, le relazioni personali e le emozioni si intrecciano in modo drammatico. Nonostante le prove e le condanne, il processo non ha mai smesso di suscitare dibattiti e domande. La sua voce, sebbene non sia mai stata accettata, rimane un elemento chiave nella ricostruzione di un episodio che ha scosso l’Italia.
