Londra chiede un miliardo a Stellantis e altri costruttori per frode su emissioni diesel
Londra chiede un miliardo a Stellantis e altri costruttori per frode su emissioni diesel

Transport for London, l’ente pubblico che gestisce gran parte del sistema dei trasporti di Londra, ha chiesto circa un miliardo di sterline a Stellantis e a diversi altri costruttori automobilistici, accusandoli di aver manipolato i test sulle emissioni diesel. L’obiettivo è dimostrare che tali azioni hanno permesso a molti automobilisti di accedere senza pagare alla zona a basse emissioni (Ulez), riducendo i ricavi dell’ente e vanificando gli sforzi per ridurre l’inquinamento. La vicenda è legata a un’ampia causa legale avviata da 1,6 milioni di automobilisti, accusati di aver utilizzato software per alterare i dati di emissioni.
Le accuse di frode e negligenza
Nei giorni scorsi, durante un’udienza preliminare, l’Alta Corte di Londra ha ascoltato le accuse di “frode e negligenza” rivolte a gruppi come Stellantis, BMW, Jaguar Land Rover e Nissan. La causa, che ha origine dallo scandalo “Dieselgate” del 2020, vede la Corte Suprema del Regno Unito aver condannato Volkswagen per aver utilizzato un software fraudolento per superare i test sulle emissioni. La sentenza di luglio 2026 ha visto la Corte emettere una decisione a favore dei costruttori, ma non ha escluso completamente le accuse. Transport for London, però, continua a sostenere che i dati forniti dai produttori erano falsi o imprudenti, causando perdite economiche e danni ambientali. L’ente afferma che i veicoli diesel, se non rispettavano gli standard di emissioni, potevano entrare nella zona a traffico limitato senza pagare, vanificando gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento.
La zona a traffico limitato e i suoi obiettivi
La zona a traffico limitato, nota come Ultra low emission zone (Ulez), è un’area introdotta a Londra per ridurre l’inquinamento atmosferico. I veicoli che non rispettano gli standard di emissioni devono pagare una tariffa giornaliera di 12,50 sterline. La zona è attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette, tranne il 25 dicembre. L’Ulez è stata introdotta nel 2019 e estesa a tutta la Grande Londra nel 2023, coprendo tutti i distretti e arrivando fino alla tangenziale esterna M25.
La causa legale, che vede coinvolti 1,6 milioni di automobilisti, ha origine da un’ampia azione collettiva avviata da un team di avvocati. I costruttori sono accusati di aver installato dispositivi di manipolazione per alterare i test sulle emissioni, un’azione simile a quella che ha coinvolto Volkswagen nel 2015. La difesa dei costruttori sostiene che i sistemi di controllo delle emissioni sono necessari per prevenire problemi come lo spegnimento improvviso o il surriscaldamento in condizioni di guida estreme.
Le accuse di frode sono state considerate gravi e senza dettagli adeguati. Secondo l’avvocato britannico James Cutress KC, incaricato di difendere Stellantis, Transport for London sta formulando accuse “molto gravi” senza fornire dettagli adeguati. Cutress ha sottolineato che i costruttori hanno il diritto di sapere se le accuse di frode e negligenza sono confermate e, in tal caso, su quali basi. TfL ha richiesto ulteriore tempo per notificare i documenti necessari, ma il tribunale ha respinto la richiesta, stabilendo che l’atto di citazione dovesse essere notificato entro ottobre.
La causa potrebbe portare a conseguenze significative per le aziende coinvolte. Transport for London afferma che le dichiarazioni dei produttori erano false o fatte in modo disonesto, causando perdite economiche. La causa parallela, avviata da 1,6 milioni di automobilisti, vede i costruttori accusati di aver installato dispositivi di manipolazione per alterare i test sulle emissioni. La vicenda potrebbe portare a conseguenze significative per le aziende coinvolte.
