Lavoro full-time ma senza aiuti non posso vivere da solo, denuncia Gabriele
Gabriele Vailati, 31 anni affetto da Atrofia muscolare spinale, lavora a tempo indeterminato ma è escluso dai servizi per mancanza di fondi. La sua storia di difficoltà economiche nonostante l’impiego.
Gabriele Vailati, 31 anni, ha un impiego a tempo indeterminato presso un’azienda che si occupa di lavori di riqualificazione energetica per condomini e immobili privati. Nonostante percepisca uno stipendio da full-time, afferma che il suo reddito non basta per vivere in autonomia senza aiuti esterni. La questione che lo denuncia pubblicamente è ancora più critica: sostiene di essere escluso da servizi essenziali proprio a causa della carenza di fondi destinati a sostenerli.
Chi è Gabriele e la sua condizione
Vailati vive con una diagnosi di Atrofia muscolare spinale di tipo 2 (Sma) e si muove con l’ausilio di una carrozzina a motore elettrico. Al di là della sua condizione di salute, coltiva importanti passioni: la musica è centrale nella sua vita, tanto che ha dedicato quattordici anni agli studi di canto.
La sua situazione rappresenta un caso paradigmatico di contraddizione nel sistema dei servizi sociali e sanitari: un individuo occupato regolarmente ma comunque impossibilitato a raggiungere l’indipendenza economica. Le barriere che incontra non sono soltanto di natura fisica, ma anche strutturale e amministrativa.
L’esclusione dai servizi e il nodo dei finanziamenti
Secondo quanto riferisce il diretto interessato, l’accesso a servizi che potrebbero migliorare significativamente la sua qualità della vita è precluso dalla mancanza di risorse economiche dedicate. Questa situazione lo costringe a dipendere da forme di sostegno informale, pur avendo un’occupazione stabile.
La testimonianza di Vailati pone interrogativi sulla sostenibilità e l’adeguatezza delle politiche di welfare rivolte alle persone con disabilità, in particolare quando il mercato del lavoro formal non riesce a garantire, da solo, condizioni dignitose di vita.
