Università accessibile anche ai disabili gravi: la battaglia di un avvocato

Un avvocato e sua moglie hanno iscritto la loro figlia con gravi disabilità all’università di Tor Vergata a Roma. Una sfida per l’inclusione nell’istruzione superiore.

Una giovane donna disabile durante una lezione universitaria, supportata da operatori in aula
Una giovane donna disabile durante una lezione universitaria, supportata da operatori in…

Una ragazza che non cammina, non parla e presenta un ritardo psicomotorio grave studia Filosofia presso l’università Tor Vergata di Roma. Dietro questo percorso accademico c’è la determinazione di Alfonso Amoroso, avvocato, e di sua moglie Anna Maria Cardona, genitori che non hanno rinunciato al diritto allo studio per la propria figlia nonostante le barriere che l’istruzione superiore tradizionalmente oppone alle persone con disabilità gravissime.

Una studentessa universitaria con disabilità grave

La figlia di Amoroso e Cardona rappresenta un caso straordinario nel panorama europeo dell’accesso all’università. Il dipartimento di Tor Vergata ha confermato che si tratta della prima studentessa disabile gravissima in Europa a essere ammessa all’ateneo, un riconoscimento che sottolinea quanto il percorso intrapreso dalla famiglia costituisca un precedente significativo nel garantire il diritto all’istruzione superiore a persone con disabilità complesse.

La scelta di iscrivere la giovane donna a un corso di laurea in Filosofia rappresenta un’affermazione del principio secondo cui l’università deve essere aperta anche a studenti con disabilità profonde, indipendentemente dalle loro condizioni motorie o comunicative. La famiglia ha dovuto affrontare sfide organizzative e amministrative considerevoli per consentire a sua figlia di accedere alle lezioni e partecipare alla vita universitaria.

La battaglia per l’inclusione nell’istruzione superiore

La determinazione di un avvocato nel difendere il diritto allo studio della propria figlia ha messo in evidenza le lacune strutturali degli atenei italiani nell’accogliere studenti con disabilità particolarmente complesse. La presenza della giovane in aula rappresenta non solo una vittoria personale per la famiglia, ma anche un segnale concreto che l’inclusione nell’istruzione superiore è possibile quando ci sono volontà, supporto adeguato e il riconoscimento del diritto fondamentale di accesso al sapere.