L’ex ministro ucraino Fedorov diventa consulente per la Difesa italiana, focus sui droni

L’ex ministro ucraino Fedorov diventa consulente per la Difesa italiana, con focus sui droni e sull’innovazione militare.

L'ex ministro ucraino Fedorov lavora con il ministro della Difesa italiano per l'innovazione nei droni e nella difesa aerea
L’ex ministro ucraino Fedorov lavora con il ministro della Difesa italiano per l’innovazione nei droni e nella difesa aerea

L’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov, noto per il suo ruolo chiave nella trasformazione digitale e nella guerra contro la Russia, diventa consulente per il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. L’incarico, annunciato dopo un incontro a Roma, si concentrerà su droni, sistemi unmanned e difesa aerea, settori in cui l’Ucraina ha sviluppato un modello innovativo e adattativo. Fedorov, rimosso dal governo ucraino a luglio 2026, continuerà a lavorare dall’Ucraina e non si trasferirà in Italia. L’attività sarà pro bono e mira a rafforzare il settore nazionale della Difesa italiana, aprendo nuove opportunità per l’industria militare ucraina.

Un modello di innovazione per l’Europa

L’Ucraina, pur combattendo una guerra asimmetrica contro una potenza più grande, ha sviluppato un modello di produzione e utilizzo di droni che ha rivoluzionato l’approccio militare. Con la guerra ad alta intensità, Kiev ha adottato una strategia basata sulla velocità, l’adattabilità e la capacità di sperimentare in tempo reale. Il numero di aziende ucraine attive nel settore dei droni è cresciuto da circa una decina nel 2022 a oltre 500 oggi, mentre la produzione di velivoli senza pilota è passata da non più di 5mila unità a 4 milioni nel 2025. Per il 2026, Kiev ha indicato una capacità potenziale fino a 7 milioni di droni.

Il ruolo di Fedorov nella guerra in Ucraina è stato cruciale. Dopo aver promosso il progetto “Army of Drones” e aver coordinato la distribuzione di migliaia di velivoli senza pilota alle unità ucraine, Fedorov ha guidato la digitalizzazione delle Forze armate e la modernizzazione del settore bellico. La sua esperienza, però, si è scontrata con parte dell’apparato militare, portandolo a essere rimosso a luglio 2026. Nonostante questo, Fedorov ha continuato a lavorare per l’industria militare ucraina, cercando di attirare risorse internazionali e di promuovere l’innovazione.

Un passo verso la cooperazione militare

L’incarico di Fedorov rappresenta un ulteriore passo nella cooperazione militare tra Roma e Kiev. Già ad aprile, Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky avevano discusso di produzione congiunta di droni, settore nel quale la premier aveva definito l’Ucraina una «nazione guida». L’obiettivo italiano non è semplicemente acquistare nuovi strumenti, ma imparare da un modello che ha ridotto drasticamente i tempi tra sperimentazione, produzione e utilizzo sul campo. L’Italia, attraverso Fedorov, cerca di integrare questa filosofia in un contesto nazionale, con l’obiettivo di rafforzare il settore della Difesa e adattarlo alle nuove minacce.

La collaborazione tra l’Italia e l’Ucraina si colloca in un contesto geopolitico più ampio. L’Ucraina, sempre più legata all’Europa, cerca di costruire una «profondità strategica» occidentale, distribuendo produzione, joint venture e competenze nei Paesi NATO. Questo modello rende l’apparato militare ucraino molto più difficile da neutralizzare. Gli Stati Uniti, pur continuando a sostenere la sicurezza europea, hanno progressivamente trasferito una quota maggiore dell’onere del sostegno a Kiev sugli alleati europei. La mossa di Fedorov, quindi, non è solo un passo tecnico, ma anche un segno di una maggiore integrazione tra l’Italia e l’Ucraina nel contesto europeo.

La trasformazione digitale dell’Ucraina ha reso il Paese un laboratorio per l’innovazione militare. Fedorov, da ministro della Trasformazione digitale e vicepremier, ha avuto un ruolo centrale nella diffusione di Starlink, nella raccolta internazionale di fondi attraverso United24 e soprattutto nel progetto Army of Drones, nato per acquistare e distribuire migliaia di velivoli senza pilota alle unità ucraine. La filosofia era semplice: accorciare la distanza tra aziende tecnologiche, Stato e soldati al fronte. La collaborazione tra Italia e Ucraina si colloca in un contesto di maggiore integrazione strategica. L’Ucraina, con il suo modello di produzione e utilizzo di droni, ha reso l’Europa più preparata a fronteggiare le nuove minacce. L’Italia, attraverso Fedorov, cerca di integrare questa filosofia in un contesto nazionale, con l’obiettivo di rafforzare il settore della Difesa e adattarlo alle nuove sfide.