L’Achiropita a San Paolo: un secolo di fede e impegno tra emigrati e comunità
L’arcivescovo Aloise visita la comunità italiana a San Paolo, dove la devozione all’Achiropita celebra un secolo di fede e impegno sociale.

L’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, ha visitato la comunità italiana di San Paolo, in Brasile, per incontrare i fedeli che da un secolo custodiscono la devozione alla Madonna Achiropita. La visita coincide con il centenario della chiesa dedicata a Maria Santissima Achiropita, un simbolo di fede e identità per la comunità italiana. La devozione, nata con l’emigrazione calabrese del Novecento, si è radicata nel quartiere Bixiga, trasformandosi in un’esperienza spirituale e sociale unica. La festa, che si svolgerà domani, 30 agosto, è una delle più partecipate di San Paolo, con centinaia di migliaia di persone che si uniscono alla celebrazione.
Un secolo di fede e impegno
La devozione all’Achiropita, nata con l’arrivo degli emigrati calabresi e rossanesi a San Paolo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha trovato nel quartiere Bixiga un terreno fertile per crescere. I primi emigrati portarono con sé la devozione alla Madonna Achiropita, quasi come un bene prezioso della terra lasciata. Nel 1926, la piccola cappella dedicata a San Giuseppe divenne parrocchia, e nel 1946 gli italiani chiesero all’arcivescovo di San Paolo di aggiungere il titolo mariano alla parrocchia, dando origine al nome attuale: San Giuseppe e Madonna Achiropita.
La crescita della devozione fu sostenuta dai Figli della Divina Provvidenza, i religiosi di San Luigi Orione, che svilupparono un’intensa attività pastorale e caritativa nel quartiere. La vita religiosa si intrecciò con l’impegno sociale: cura degli orfani, assistenza ai malati, sostegno alle famiglie più fragili. La tradizione conserva diversi racconti sull’arrivo dell’immagine della Madonna Achiropita, tra cui un emigrato che la portò tra le braccia come un bene prezioso o un medaglione ritrovato da don Orione, interpretato come segno della presenza materna di Maria.
La festa come testimonianza di carità
La festa di Nossa Senhora Achiropita, che si svolge ogni agosto, è un evento che unisce religiosità e cultura, animato da volontari e da italiani provenienti da tutta la città. La devozione si esprime attraverso canti tradizionali, celebrazioni e la presenza dell’immagine dell’Achiropita nelle case e nei negozi del quartiere. “La festa resta profondamente radicata nella carità, cuore della spiritualità orionina”, conferma p. Valeriano Giacomelli. La festa è frequentata da decine di migliaia di persone, ma la sua vera forza risiede nel sostegno che permette alla parrocchia di sostenere attività sociali e di carità.
La relazione tra la comunità italiana, la città di San Paolo e la devozione all’Achiropita è naturale e profonda. La spiritualità orionina insegna che la devozione mariana conduce alla carità verso i più bisognosi. “Oramai da tanti anni – aggiunge p. Bogaz – il miracolo dell’Achiropita si realizza fedelmente, ad ogni agosto: alla fine del mese, quando si tirano le somme, avviene ‘u miraculu’, come direbbero i calabresi. Questo sì che è un bel modo di celebrare la Madonna”.
L’arcivescovo Aloise ha espresso il suo apprezzamento per questa straordinaria testimonianza di fede, sottolineando l’importanza del gesto di vicinanza ai discendenti degli emigrati, molti dei quali continuano a riconoscere nella Madonna Achiropita un riferimento essenziale della propria identità cristiana e delle proprie radici. La visita dell’arcivescovo celebra la storia di una comunità che, lontana dalla Calabria, ha saputo custodire la fede ricevuta dai padri, trasformandola in una testimonianza capace di parlare alle nuove generazioni e di aprirsi all’intera città. La devozione all’Achiropita rappresenta un legame duraturo tra passato e presente, tra emigrati e discendenti, tra fede e impegno sociale. La comunità italiana di San Paolo, attraverso la sua devozione, dimostra come la fede possa essere un motore di solidarietà e di crescita spirituale e umana.
