Iran sospende rappresaglia, Trump lascia spazio ai negoziati mentre gli Houthi attaccano
Teheran interrompe gli attacchi di rappresaglia. Trump concede margine ai negoziati ma ribadisce posizione sul nucleare iraniano. Petrolio in calo, Netanyahu atteso alla Casa Bianca.

L’Iran ha comunicato l’interruzione degli attacchi di rappresaglia contro gli alleati americani in Medio Oriente e contro l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz. La mossa segna un momento di tregua nella crescente tensione regionale, con l’amministrazione Trump che, secondo quanto riferisce agi.it, concede un margine ai tavoli di negoziazione nonostante le forze armate rimangono in stato di prontezza operativa.
Le notti di venerdì, sabato e domenica sono trascorse senza bombardamenti, confermando il cambio di rotta rispetto alle escalation precedenti. Trump ha affermato che intende essere “estremamente chiaro”: i negoziati avranno spazio, ma il programma nucleare iraniano deve terminare “con o senza un accordo”.
La notizia ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici. Il barile di Brent, riferimento internazionale del greggio, ha perso oltre il sette per cento nelle prime ore di contrattazione, scendendo brevemente sotto i 90 dollari. Il West Texas Intermediate, omologo americano, è calato del quattro per cento, attestandosi a 85,45 dollari al barile.
Nuovi fronti di conflitto e situazione umanitaria
Mentre le tensioni tra Washington e Teheran mostrano segni di rallentamento, i combattimenti si estendono a nuovi fronti nello Yemen. Gli Houthi hanno rivendicato il colpimento di siti della Saudi Aramco a Jizan e Yanbu, in risposta ai bombardamenti sauditi di venerdì contro obiettivi del gruppo. Ieri, media iraniani hanno diffuso notizie non confermate di una petroliera danneggiata da una mina navale.
Nel frattempo, nelle città colpite dalle operazioni militari, negozi e ristoranti rimangono aperti come di consueto nonostante l’ondata di caldo che caratterizza la regione.
Ordine del giorno diplomatico e vincoli logistici
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è atteso alla Casa Bianca domani, segnalando il proseguimento delle consultazioni diplomatiche multilaterali. Venerdì, Trump ha dichiarato di non aver ancora deciso se tornare a un’operazione su vasta scala nella regione.
Secondo quanto riportato da agi.it, i piani per intensificare la campagna militare americana sono stati parzialmente accantonati a causa della riduzione delle scorte di munizioni, secondo due fonti informate sulla questione citate dal New York Times.
