Casa Bianca verso recinzioni permanenti, turisti preoccupati per l’accesso

La Casa Bianca valuta recinzioni permanenti per la sicurezza del complesso presidenziale. Visitatori e attivisti temono limitazioni all’accesso a uno dei luoghi più emblematici di Washington.

Turisti osservano la Casa Bianca attraverso barriere temporanee nel parco presidenziale di Washington
Turisti osservano la Casa Bianca attraverso barriere temporanee nel parco presidenziale…

L’amministrazione della Casa Bianca sta esaminando l’installazione di recinzioni permanenti intorno a parte del suo perimetro per rafforzare le misure di sicurezza del complesso presidenziale. Come riferisce agi.it, la proposta risponde all’aumento delle minacce rivolte a Donald Trump, ma la soluzione divide visitatori e attivisti che temono un ulteriore irrigidimento nell’accesso a uno dei simboli più riconoscibili degli Stati Uniti.

Il direttore del Servizio Segreto, Sean Curran, ha recentemente lanciato l’allarme sullo stato delle minacce. Da gennaio l’agenzia ha aperto circa 10.000 fascicoli di intelligence di protezione, quasi il 40 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Cifre che Curran ha descritto come straordinarie nei suoi 24 anni di carriera.

Recinzioni permanenti e preoccupazioni dei turisti

L’amministrazione prevede che l’installazione delle nuove barriere possa iniziare il prossimo anno, se ricevera le autorizzazioni necessarie. Sarebbe la prima recinzione permanente attorno al parco in più di un secolo. L’infrastruttura fissa sostituirebbe in parte l’attuale sistema di recinzioni e bollard temporanei, permettendo una chiusura più rapida dell’area in caso di rischi per la sicurezza.

Tra i visitatori cresce la preoccupazione. Kate Smead, una turista britannica, ha spiegato che il perimetro delle barriere è risultato più esteso del previsto, mentre Gabriel Pérez, arrivato da Miami, ha suggerito che recinzioni trasparenti avrebbero preservato meglio l’esperienza visiva del luogo.

La nuova misura solleva anche interrogativi tra gli attivisti per il futuro del parco come spazio di protesta. La piazza, di quasi tre ettari, è stata per decenni il principale scenario di mobilitazioni a Washington, dalle proteste contro le guerre alle manifestazioni per i diritti civili. Limitare l’accesso comporterebbe rischi per questa funzione storica della città.