Guido Crosetto difende Sigfrido Ranucci: “Barbarie inaccettabile e violazioni del segreto investigativo”

Guido Crosetto sostiene Sigfrido Ranucci, criticando violazioni del segreto investigativo e la pubblicazione di intercettazioni.

Giornalista e politico difende ex conduttore di Report, criticando violazioni del segreto investigativo
Giornalista e politico difende ex conduttore di Report, criticando violazioni del segreto investigativo

Il giornalista e politico Guido Crosetto ha espresso un sostegno netto a Sigfrido Ranucci, ex conduttore di Report, denunciando la pubblicazione di intercettazioni e chat che, secondo la legge, non dovrebbero essere condivise. Crosetto, che si presenta come una voce fuori dal coro nel mondo della destra, ha ribadito di essere “garantista” anche in questa vicenda, sottolineando che le violazioni del segreto investigativo rappresentano un vulnus alla Costituzione e alla democrazia. L’episodio ha suscitato reazioni in diversi ambiti, con il ministro della Difesa che ha espresso apprezzamento per la posizione di Crosetto.

Disgustato dalle violazioni del segreto investigativo

Crosetto ha espresso un forte disappunto per le continue violazioni del segreto investigativo, sottolineando come la pubblicazione di intercettazioni e chat possa danneggiare la privacy e i diritti delle persone. “Sono disgustato dalle continue violazioni del segreto investigativo e dalla pubblicazione di intercettazioni e chat che, per legge, non dovrebbero essere pubblicate”. L’attacco al giornalista è stato sostenuto anche da un ministro della Difesa, che ha sottolineato che “valgono, per me, nei confronti del caso Report e di Ranucci, le stesse riflessioni che ho sempre fatto nei confronti di chiunque”.

Un sostegno inaspettato per un ex conduttore

Il sostegno di Crosetto a Ranucci è apparso come una posizione inaspettata, soprattutto considerando che il giornalista è stato oggetto di accuse da parte di colleghi di partito e di coalizione. Mentre i suoi compagni di partito hanno rilanciato le critiche contro Ranucci, il ministro ha sottolineato il diritto di non essere giudicati moralisticamente solo sulla base delle persone che si frequentano. “Continuerò a considerare una barbarie inaccettabile questo modo di fare informazione e di celebrare processi nelle piazze mediatiche”, ha concluso Crosetto, riconfermando la sua posizione.

La posizione di Crosetto è stata condivisa sui social, con l’aggiunta di una foto di Antonio Angelucci, editore e deputato della Lega, e del titolo di Libero, uno dei quotidiani da lui controllato. “Spento Ranucci. Era Ora” è il titolo che accompagna la condivisione, un chiaro riferimento al contesto. Ranucci, a sua volta, ha ringraziato il ministro per la sua coerenza e per essersi dissociato dalla scelta di delegittimarlo fatta dalla Rai. La vicenda ha suscitato un dibattito su come si dovrebbe gestire l’informazione e i diritti della persona, con un chiaro contrasto tra chi sostiene la trasparenza e chi difende la privacy. Crosetto, con la sua posizione, ha messo in luce un tema cruciale: il rispetto della legge e dei diritti, anche quando si tratta di figure pubbliche. La sua voce, sebbene fuori dal coro, ha trovato un sostegno inaspettato, dimostrando come il dibattito sull’informazione possa spesso superare le divisioni politiche.