Giuseppe Conte non cambia e potrebbe sognarsi Palazzo Chigi

Giuseppe Conte potrebbe non riuscire a tornare a Palazzo Chigi se non cambia strategia.

Giuseppe Conte in un contesto politico con Elly Schlein e primarie, con tensioni interne al M5S
Giuseppe Conte in un contesto politico con Elly Schlein e primarie, con tensioni interne al M5S

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, potrebbe sognarsi Palazzo Chigi se non cambia approccio. La sua ambizione di tornare a guidare l’Italia è concreta, ma il percorso per raggiungerla si fa sempre più intricato. L’obiettivo di riconquistare la leadership non è solo un desiderio, ma una sfida che richiede una strategia diversa. Per portare a votare gli elettori del centro-sinistra, serve una presenza ramificata nel territorio, e Conte potrebbe dover fare un giro nelle zone rosse per capire con chi compete alle primarie. La sua posizione in materia di conflitto in Ucraina e sull’aumento delle spese militari ha suscitato un certo gradimento, ma rischia di metterlo in rotta di collisione con Elly Schlein, la cui pazienza e generosità sono arrivate al limite.

Un partito sui generis e una visione utopica

Il M5S è un partito unico, sia per le sue origini che per la sua “ideologia”. NATO come movimento rivoluzionario, ha cercato di trasformare la politica, l’economia e la società. Per questo ha attirato tanti che speravano in una nuova stagione. In alcuni casi, come il reddito di cittadinanza e la riduzione del numero dei parlamentari, l’aspirazione si è concretizzata. Tuttavia, su altri temi, come la visione di un mondo senza armi, rimane insoddisfatta. La spinta trasformativa e utopica, ispirata alle idee di Gianroberto Casaleggio, è ancora diffusa all’interno del partito. Questo contesto è particolarmente rilevante in un momento in cui la guerra si avvicina alle frontiere.

La leadership di Conte rischia di danneggiare la sua credibilità. Se continua a sostenere una posizione destruens, come l’opposizione all’invio di armi all’Ucraina e al finanziamento delle spese militari, rischia di distruggere la sua credibilità come uomo delle istituzioni. Inoltre, questa posizione potrebbe incrinare la coalizione e far perdere una carta importante nei confronti della leader del Pd. Il secondo aspetto riguarda la sua strategia di distanza dal Pd, che mira a presentarsi alle primarie con una spinta maggiore.

La coalizione in pericolo

Il fattore organizzazione gioca un ruolo cruciale. Per portare a votare gli elettori del centro-sinistra, serve una presenza ramificata nel territorio. Se Conte non cambia passo, le primarie potrebbero saltare e la coalizione scoppierebbe. Allora, tanti saluti a Palazzo Chigi, per chiunque. Il leader del M5s ne è consapevole, ovviamente. Allora, vuole questo? Perdere e far perdere? A che scopo?

La strategia di Conte potrebbe portare a una rottura con Elly Schlein. La sua posizione in materia di conflitto in Ucraina e sull’aumento delle spese militari ha suscitato un certo gradimento, ma rischia di metterlo in rotta di collisione con Elly Schlein, la cui pazienza e generosità sono arrivate al limite. Solo che, come dimostrato da Gianfranco Fini, i dati non sempre si traducono in risultati concreti. Inoltre, il fattore organizzazione gioca un ruolo cruciale.

  • Conte potrebbe non riuscire a tornare a Palazzo Chigi se non cambia strategia.
  • Il M5S è un partito unico, con una visione utopica e trasformativa.
  • La leadership e la coalizione sono in pericolo se Conte non si adatta.