Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione. Il Pd si muove con una road map per il programma e le primarie

Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione del Pd con una road map per il programma e le primarie. Il partito si muove con nuove iniziative e un aumento del finanziamento.

Elly Schlein e il Pd si preparano alle primarie con una road map e nuove iniziative per consolidare la coalizione
Elly Schlein e il Pd si preparano alle primarie con una road map e nuove iniziative per consolidare la coalizione

Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione del Partito Democratico, con un piano chiaro e una road map per il programma e le primarie. I timori interni sulle primarie sono presenti, ma il partito non è «spaccato», come affermato da un dirigente vicino alla segretaria. Il Pd ha spostato il suo asse sul no all’aumento delle spese militari e ha cambiato linea sull’immigrazione, segnando una divergenza rispetto al 2022. Schlein, con la sua capacità di gestione, ha portato il 96 per cento del partito a supportare la sua leadership, anche se le difficoltà non mancano e l’alleanza è tutta in salita.

Un aumento del finanziamento e un record del 2 per mille

Il Pd ha registrato un aumento significativo del finanziamento, con un record del 2 per mille. A fine luglio 2026, il numero di persone che hanno scelto di optare per il finanziamento al Pd è salito a 524.840, per un valore complessivo di 8.113.976 euro. Questo risultato supera il numero di scelte registrato nel luglio 2019, quasi 522mila. Il tesoriere Michele Fina ha espresso soddisfazione, sottolineando che il 2026 è un anno record, con un incremento di 374mila euro rispetto al 2025. La spiegazione di questo successo risiede in una scelta strategica: un patto con i territori, che ricevono una percentuale importante del 2 per mille, dal 20 al 25 per cento.

Un patto con i territori e la riconquista delle sedi

La scelta di Fina, fatta per conto della segretaria, ha attivato una comunità organizzata e ha portato a una riconquista delle sedi. Le strutture territoriali hanno messo in ordine i conti e avviato il riacquisto delle sedi. A Bologna, ad esempio, il Pd ha risolto un debito imponente grazie a un accordo con la Fondazione che detiene gli immobili, permettendo di pagare 2 milioni di arretrati in vent’anni. A Roma, invece, è stato sottoscritto un accordo tra Futuro Storico e l’associazione proprietaria di immobili che ospitano i circoli del Pd, con l’obiettivo di regolarizzare i contratti di affitto. Il Pd può persino progettare di ricomprarsi la testata dell’Unità.

Le primarie e il nodo Kiev

Le primarie sono inevitabili, e Schlein è convinta di poterle vincere. La strategia dell’avanti tutta si basa sulla certezza di un successo e sulla capacità di consolidare la coalizione. Il programma dovrà essere chiuso ad ottobre, con i gazebo aperti tra dicembre e gennaio. Le regole saranno definite, con un voto online e un albo degli elettori. Il nodo più critico rimane l’invio di armi all’Ucraina, che resta il vero e unico scoglio del programma. Schlein ha capito che la soluzione non arriverà per la forza del destino, ma attraverso un dibattito e una strategia condivisa. La chiusura della festa nazionale dell’Unità, il 13 settembre a Reggio Emilia, segnerà un passo importante per il partito.