Fratelli Musulmani, TRENDS organizza dibattito a Westminster su rischi e risposte

Dibattito a Westminster su Fratelli Musulmani e rischi per la società. TRENDS propone controlli e alternative educative.

Dibattito a Westminster su Fratelli Musulmani e rischi per la società. Presenze di esperti e politici
Dibattito a Westminster su Fratelli Musulmani e rischi per la società. Presenze di esperti e politici

Il dibattito su Fratelli Musulmani e i rischi derivanti dal loro radicamento in Europa ha trovato spazio a Westminster, durante il sesto Forum annuale TRENDS sull’Islam politico. La discussione, avvenuta nella Camera dei Lord, ha visto la partecipazione di parlamentari, esperti, ricercatori e rappresentanti di organizzazioni internazionali. Il tema centrale è stato il rapporto tra Islam e islamismo, con un focus su come le reti dei Fratelli Musulmani possano influenzare la società e la coesione sociale. La campagna “Ban the Brotherhood”, lanciata durante i lavori, mira a rafforzare controlli su finanziamenti, istruzione e strumenti digitali utilizzati da tali organizzazioni.

Controlli finanziari e rischi per la società

La discussione ha visto un focus particolare sui flussi finanziari e sulle agevolazioni fiscali delle organizzazioni associate ai Fratelli Musulmani. La Baroness Foster of Oxton ha sottolineato la necessità di controlli più severi, in modo da evitare che tali reti possano sfruttare il sistema delle charity per diffondere ideologie estremiste. L’attenzione è stata rivolta anche al rischio che l’appartenenza politica possa essere anteposta alla cittadinanza, creando «società dentro le società», come ha spiegato Khalifa Mubarak Al Dhaheri, direttore della Mohammed Bin Zayed University for Humanities. Il dibattito ha visto l’intervento di esperti come Andrew Davies, professore all’Università di Birmingham, che ha sostenuto l’utilità di divieti mirati contro le organizzazioni che minacciano la coesione sociale e il pluralismo religioso. La prevenzione deve partire dall’istruzione e dall’alfabetizzazione digitale, ha sottolineato Markus Sheff, amministratore delegato di IMPACT-se.

Un modello alternativo per contrastare l’estremismo

Durante i lavori è stato presentato il Gaza Children’s Village, creato nel luglio 2025 dal neurochirurgo palestinese-americano David Hassan con IMPACT-se come modello alternativo per contrastare l’incitamento e l’estremismo. L’iniziativa mira a offrire un’alternativa educativa e sociale alle reti che promuovono ideologie radicali. L’imam Mohammed Tawhidi, consigliere di TRENDS per il contrasto all’estremismo, ha definito i Fratelli Musulmani la «società madre» di organizzazioni come al-Qaeda, ISIS e Hamas, precisando che la grande maggioranza dei musulmani occidentali respinge questa impostazione.

Phil Rosenberg, presidente del Board of Deputies of British Jews, ha ricordato che tra le principali vittime dell’estremismo figurano gli stessi musulmani e ha proposto una risposta internazionale coordinata. La campagna «Ban the Brotherhood» mira a rendere pubbliche informazioni altrimenti difficili da esporre, grazie al privilegio parlamentare. Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo del Milton Friedman Institute, ha sottolineato l’importanza di misure efficaci, sottolineando che un bando potrebbe non bastare se non si eliminano gli strumenti attraverso cui i Fratelli Musulmani diffondono i propri messaggi.

Il dibattito ha visto la partecipazione di giornalisti come Marcus Donaldson di GB News, Camilla Turner del Sunday Telegraph e Natalie Lisbona del Daily Mail. La discussione ha evidenziato la complessità del tema e la necessità di una risposta equilibrata, che tuteli la sicurezza senza produrre una stigmatizzazione collettiva dei musulmani. Il confronto proseguirà al Senato francese, dove saranno analizzate le risposte legislative e la cooperazione tra governi e centri di ricerca.