FdI lancia proposta di legge per punire violenze durante manifestazioni

FdI presenta proposta di legge per punire violenze durante manifestazioni, distinguendo tra protesta e violenza.

Deputati FdI presentano proposta di legge per punire violenze durante manifestazioni, distinguendo tra protesta e azioni violente
Deputati FdI presentano proposta di legge per punire violenze durante manifestazioni, distinguendo tra protesta e azioni violente

Una legge per combattere le violenze durante le manifestazioni

Fratelli d’Italia ha presentato una nuova proposta di legge volta a punire chi organizza e partecipa a violenze durante le manifestazioni, con l’obiettivo di distinguere tra il diritto di protesta e gli atti di violenza. La misura, presentata dopo gli episodi di devastazioni e attacchi alle forze dell’ordine a Bologna e in Val di Susa, mira a colmare un vuoto normativo emerso in diversi procedimenti giudiziari. Il provvedimento introduce un reato associativo per chi si organizza per commettere reati durante le piazze, come devastazioni, saccheggi e aggressioni a pubblico ufficiale.

Un reato “satellite” per chi sostiene le violenze

La proposta include una novità: un reato “satellite” che punisce anche chi fornisce supporto logistico all’organizzazione delle violenze, come vitto, alloggio o strumenti funzionali alla commissione dei reati. Questo strumento, spiega il deputato Francesco Filini, si affianca a quelli già previsti dal Codice penale, senza crearne di nuovi. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti investigativi e repressivi contro le violenze organizzate, distinguendo chi esercita legittimamente il diritto di manifestare da chi sfrutta i cortei per creare disordini.

La legge mira a rafforzare la repressione delle violenze organizzate durante le manifestazioni.
L’obiettivo dichiarato da Fratelli d’Italia è quello di distinguere il diritto di protesta dalle azioni di chi trasforma i cortei in scontri di piazza. La proposta, presentata da una serie di esponenti del partito, include il sostegno di figure come il senatore Raffaele Speranzon, che ha ribadito la necessità di evitare sacche di impunità inaccettabili. La deputata Sara Kelany ha anche richiamato il prossimo “campeggio di lotta” annunciato in Val di Susa, sottolineando l’urgenza di un intervento legislativo trasversale.

La distinzione tra protesta e violenza è al centro del provvedimento.
Il senatore Lucio Malan, presidente dei senatori di FdI, ha ribadito la distinzione tra il diritto costituzionale a manifestare e gli episodi di violenza. “I violenti prendono la scena, aggrediscono le forze dell’ordine, devastano e saccheggiano con l’obiettivo di destabilizzare l’ordinamento democratico”, ha affermato. La proposta, spiega Malan, nasce anche dall’esperienza maturata nelle aule giudiziarie, dove si sono verificati casi in cui le Procure hanno contestato l’associazione per delinquere senza trovare riscontro in sede giudiziaria.

La deputata Sara Kelany ha sottolineato che la principale innovazione della proposta consiste nel superare gli elementi di stabilità e gerarchia che la giurisprudenza ha finora ritenuto necessari per contestare l’associazione per delinquere. Secondo lei, sarà sufficiente che tre o più persone si associno per commettere i cosiddetti “reati-fine”, come devastazioni, saccheggi, lesioni e danneggiamenti. La deputata ha anche puntato il dito contro la componente più radicale del movimento No Tav, sostenendo che esista una “frangia violenta” che rivendica sistematicamente determinate azioni.