Due anni senza Giulia Cecchettin: il ricordo vive nel silenzio e nel rumore delle chiavi
Celebrazioni rinviate al 25 novembre, il ricordo di Giulia Cecchettin vive nella lotta contro la violenza sulle donne.

Due anni dopo la scomparsa di Giulia Cecchettin, il ricordo della studentessa 22enne vive ancora nel cuore di una comunità sconvolta. Oggi, gli studenti si ritroveranno alle 17 al Portello per una cerimonia laica di ricordo e lotta, indetta da Udu Padova e Rete studenti medi. L’evento, che si svolgerà senza commemorazioni ufficiali a Vigonovo, è rinviate al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. I partecipanti agiteranno i mazzi di chiavi per fare rumore, un simbolo di protesta contro il silenzio su tragedie come quelle di Giulia.
Un simbolo di lotta contro la violenza di genere
Da quando Giulia Cecchettin è scomparsa, il suo nome è diventato un simbolo nella battaglia contro la violenza sulle donne. Il suo ricordo è presente in strade, piazze, scuole e premi istituiti in suo onore. Il padre, Gino Cecchettin, continua a essere un paladino della causa, chiedendo al Ministero di seguire il progetto di educazione affettiva a scuola, per trasmettere i valori che Giulia aveva nel cuore. «Vorrei trasmettere i valori che Giulia aveva nel cuore», ha detto Gino, in un appello che ha trovato eco tra le istituzioni e la società civile.
Giulia è diventata un simbolo nella lotta contro la violenza sulle donne e il papà Gino è il paladino di questa battaglia. A lei sono state intitolate strade e piazze, palazzetti e scuole pubbliche e sono stati istituiti premi e borse di studio. Il ricordo di Giulia vive anche all’università di Padova, dove studiava Ingegneria biomedica ed era a pochi giorni dalla laurea. Il direttore del Dipartimento, Gaudenzio Meneghesso, ha deposto un mazzo di fiori sulla panchina dipinta di rosso, un gesto simbolico per ricordare Giulia e tutte le vittime di femminicidio.
La tragedia di un femminicidio che ha sconvolto l’Italia
Giulia Cecchettin fu assassinata nella tarda nottata dell’11 novembre 2023 ad opera del suo ex fidanzato, Filippo Turetta. La scena dell’omicidio, ripresa da una telecamere di sorveglianza di una azienda calzaturiera ubicata nella zona industriale di Fossò, è quanto di più raccapricciante si possa immaginare. Turetta l’aveva pugnalata ripetutamente con un coltello da cucina in un parcheggio di Vigonovo, a nemmeno un centinaio di metri dall’abitazione della ragazza. Dopo l’uccisione, il giovane vagò per giorni, alla guida della sua Fiat Punto, fino a raggiungere la Germania.
Dopo sette giorni di latitanza, la sua auto fu segnalata da un passante, ferma senza benzina e a fari spenti sulla corsia d’emergenza dell’autostrada A9. Prima di passare le frontiere di Austria e Germania, Turetta gettò il corpo di Giulia in un canalone lungo la strada che porta alla stazione turistica di Piancavallo. La drammatica morte di Giulia sconvolse tutta l’Italia. Il suo funerale ebbe luogo il 5 dicembre 2023 presso la Basilica di Santa Giustina a Padova, con migliaia di persone che si sono radunate per ricordarla.
«È un piccolo ma forte gesto, senza far baccano perché oggi è un giorno triste», ha riflettuto Meneghesso. «Nel nostro campus molti si stanno soffermando davanti a questa panchina, che ancora oggi ci obbliga a ricordarci che non dobbiamo stancarci di contrastare ogni giorno la violenza di genere». La sua voce è un richiamo a non dimenticare, a non placare la rabbia e a continuare a lottare, come fanno gli studenti di Udu Padova, che oggi si riuniranno al Portello per un’altra manifestazione di ricordo e protesta.
