Depistaggi nel caso Cucchi: due carabinieri condannati, un terzo assolto
Due carabinieri condannati per depistaggi nel caso Cucchi, un terzo assolto.
Il tribunale monocratico di Roma ha emesso una sentenza nel filone giudiziario legato alla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel 2009. Due carabinieri sono stati condannati per aver reso false dichiarazioni e contribuito a depistaggi durante le indagini, mentre un terzo è stato assolto. La sentenza, emessa il 16 luglio, sarà depositata nelle prossime settimane. L’episodio chiude un ulteriore capitolo di un processo che ha visto coinvolgere diversi militari e funzionari, ma il caso Cucchi rimane un simbolo delle battaglie civili in Italia.
Due carabinieri condannati per falsità e depistaggi
Il maresciallo Giuseppe Perri è stato condannato a tre anni e sei mesi, mentre il capitano Prospero Fortunato dovrà scontare una pena di quattro anni. Entrambi hanno scelto il rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in cambio della rinuncia al dibattimento. Il maresciallo Maurizio Bertolino, invece, è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”, poiché il giudice ha ritenuto non sufficienti gli elementi per sostenere l’accusa nei suoi confronti.
Le imputazioni contestate sono gravi: depistaggio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. L’accusa affonda le radici nella lunga e tormentata inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre 2009 e deceduto sette giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini. Durante la requisitoria, il pubblico ministero Giovanni Musarò ha parlato senza mezzi termini di una “attività ossessiva di depistaggio” iniziata nell’ottobre del 2009 e proseguita ininterrottamente fino al 2018.
Un processo lungo e tormentato
“In maniera inaudita – ha aggiunto – è andato avanti fino al 2021. Spero che questa sia l’ultima puntata di una saga durata 15 anni”. Il nuovo verdetto si inserisce in un complesso percorso giudiziario che ha visto diversi militari e funzionari coinvolti. Solo nel 2022, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a dodici anni per omicidio preterintenzionale nei confronti di due carabinieri ritenuti responsabili del pestaggio che portò alla morte di Cucchi. E nel maggio 2025 è arrivata anche la condanna a un anno e tre mesi per il colonnello Lorenzo Sabatino, in un altro processo parallelo per i depistaggi.
La sorella di Stefano ha commentato con parole semplici ma incisive: “Sta bene così. Quei carabinieri non potranno più indossare la divisa né fare carriera. È già molto”. La sua voce rappresenta l’ultimo tassello di una storia che ha scosso l’opinione pubblica e ha portato a un dibattito su giustizia, responsabilità e diritti dei cittadini.
Un ulteriore capitolo si chiude, ma il caso Cucchi continua a rappresentare uno dei simboli più dolorosi e significativi delle battaglie civili in Italia. La sentenza del 16 luglio, pur se chiude un’altra pagina, non cancella il ricordo di un episodio che ha segnato la vita di una famiglia e ha acceso un dibattito nazionale su temi di fondamentale importanza.
