Il delitto di Avetrana torna in tv: il documentario su Nove riaccende il caso Sarah Scazzi
Il documentario su Nove riaccese l’interesse per il caso Sarah Scazzi, scomparsa nel 2010.

Il delitto di Avetrana, uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti della storia italiana, è tornato al centro dell’attenzione grazie al documentario “Il delitto di Avetrana”, andato in onda sabato 5 settembre su Nove. La vicenda, che ha tenuto l’Italia intera col fiato sospeso nel 2010, ha visto la scomparsa e la morte di Sarah Scazzi, una quindicenne di Avetrana, in provincia di Taranto. Il ritrovamento del suo corpo, avvenuto tre mesi dopo la scomparsa, ha suscitato un enorme interesse pubblico, che si è riacceso con la messa in onda del documentario. Il filmato ha generato migliaia di ricerche online, dimostrando come il caso di Sarah Scazzi continui a interessare il pubblico.
La scomparsa e il ritrovamento di Sarah Scazzi
Sarah Scazzi, 15 anni, scomparve il 26 agosto 2010 da Avetrana, in provincia di Taranto. Il suo corpo fu ritrovato il 6 ottobre, in una cisterna in campagna, dopo una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica. Il ritrovamento fu annunciato in diretta televisiva durante una puntata di Chi l’ha visto, con la madre della ragazza in collegamento ancora all’oscuro dell’esito delle ricerche. Questo momento è diventato simbolo del rapporto controverso tra cronaca e televisione, con la madre che non aveva idea del destino della figlia.
Le indagini e le condanne
Le indagini portarono alla zia della ragazza, Cosima Serrano, e alla cugina Sabrina Misseri, madre e figlia, ritenute responsabili dell’omicidio, commesso secondo l’accusa nel garage della villetta di via Grazia Deledda. A loro si aggiunse Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina, che confessò prima di ritrattare. Per lui la condanna fu di 8 anni per concorso in soppressione di cadavere. Dopo il processo di primo grado del 2013, la sentenza è diventata definitiva: ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, otto anni a Michele Misseri.
Nel corso degli anni non sono mancate le polemiche sulle zone d’ombra del caso, con diverse versioni sui tempi e sui modi dell’omicidio. Il documentario su Nove ripercorre la vicenda attraverso testimonianze, intercettazioni e verbali, concentrandosi sulle domande ancora aperte. Un racconto che ha riportato sotto i riflettori il caso Scazzi, a sedici anni dai fatti, e che ha spinto molti spettatori a cercare online la ricostruzione completa della storia.
Il delitto di Avetrana è considerato un caso emblematico della cronaca nera italiana degli ultimi vent’anni, sia per la ferocia del crimine sia per il ruolo giocato dalla televisione e dai media nella vicenda. La storia di Sarah Scazzi continua a essere raccontata in libri, documentari e programmi tv, a testimonianza di un interesse che il tempo non ha spento.
Il documentario su Nove ha riacceso l’interesse per il caso, dimostrando come la cronaca nera e i casi di interesse nazionale possano mantenere un impatto significativo anche anni dopo. La scelta di rivedere la vicenda è anche legata alla necessità di prevenire contestazioni e richieste economiche improprie relative a fotografie utilizzate, sempre acquistate con regolare licenza o autorizzate dagli organizzatori.
