Dazi USA-Canada in aumento, Trump: “Vuole i vantaggi di uno Stato, senza esserlo”

Dazi Usa-Canada in aumento, Trump critica politica commerciale canadese.

Dazi Usa-Canada in aumento, tensioni commerciali tra i due Paesi
Dazi Usa-Canada in aumento, tensioni commerciali tra i due Paesi

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato l’escalation tariffaria tra Washington e Ottawa, dichiarando che il Canada “vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo”. La tensione si è intensificata dopo che il premier canadese Mark Carney ha annunciato dazi di ritorsione contro gli Stati Uniti, seguito alla rottura dei negoziati commerciali. L’annuncio, reso pubblico da AGI, ha scatenato una reazione immediata da parte del presidente americano, che ha sottolineato come per anni i dazi statunitensi hanno colpito i produttori canadesi, in particolare nel settore agricolo. La strategia di Ottawa mira a proteggere i settori chiave del Paese, come l’acciaio, i latticini e i macchinari agricoli.

La strategia di diversificazione commerciale

Dal suo arrivo al governo nel marzo 2025, il premier canadese ha accelerato la strategia di diversificazione commerciale, rafforzando i rapporti economici con partner in Asia e in Europa. Questa mossa è vista come una risposta alla crescente pressione commerciale da parte degli Stati Uniti, che hanno continuato a imporre tariffe su prodotti canadesi. La decisione di interrompere i negoziati ha raccolto un ampio consenso politico in Canada. Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha espresso scetticismo nei confronti della politica commerciale di Trump, sostenendo apertamente la linea del governo federale.

Le misure canadesi, che entreranno in vigore l’8 settembre, colpiranno circa 20 miliardi di dollari di importazioni statunitensi, equivalente ai dazi imposti dagli Stati Uniti e entrati in vigore sabato. La risposta di Washington non si è fatta attendere: il rappresentante commerciale statunitense, Jamieson Greer, ha dichiarato a Fox News che gli Stati Uniti “andranno avanti con le misure per rispondere alla ritorsione canadese”, senza tuttavia fornire dettagli specifici. La tensione si è aggravata anche con l’escalation tariffaria su prodotti protetti dall’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Le imprese chiedono un ritorno al dialogo

Anche il Business Roundtable, che riunisce oltre 200 dirigenti delle principali aziende americane, ha invitato i due governi a tornare al tavolo delle trattative e ad abolire “i dazi dannosi”. Per attenuare l’impatto della crisi, Carney ha annunciato misure di sostegno alle imprese che resteranno in vigore “per tutto il tempo necessario”. I dettagli saranno resi noti la prossima settimana. Gli Stati Uniti rappresentano il principale partner commerciale del Canada, assorbendo circa il 70% delle esportazioni del Paese, rendendo particolarmente elevato il rischio di ripercussioni sull’economia canadese.

Il governo canadese ha contestato le richieste americane considerate lesive della tutela della lingua francese e della cultura del Québec, in particolare quelle relative ai sussidi per la cultura francofona e all’obbligo di etichettatura bilingue. “Questo non è accettabile”, ha affermato il primo ministro, sottolineando l’impatto economico della decisione. La rottura dei negoziati ha seguito settimane di colloqui senza risultati. L’ultima escalation tariffaria ha colpito anche prodotti tradizionalmente protetti dall’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico.