Corleone, la cittadina siciliana che sfida gli stereotipi
Corleone, una cittadina siciliana che cerca di superare l’immagine legata alla mafia attraverso turismo e cultura.

Corleone, una cittadina in provincia di Palermo, sta cercando di superare l’immagine legata alla mafia e al cinema, per costruire un futuro basato su legalità, turismo e cultura. La città, resa famosa da “Il Padrino”, ha da tempo sfidato i visitatori che arrivano con l’idea di vedere la mafia, per farli andare via con un’altra visione del paese. Il giovane sindaco Walter Rà, 35 anni, spiega: «Noi da tempo ormai sfidiamo il turista che arriva qui con l’idea di vedere la mafia, per farlo andare via con un’altra idea del paese». La città, con le sue cento chiese e la sua storia, sta cercando di riscrivere la sua narrazione.
Un passato che non si cancella, ma si trasforma
Corleone ha un passato legato alla mafia, ma anche una storia di riscatto e innovazione. Luca e Pietro Pollara, ultimi di quattro generazioni di produttori di vini, portano avanti il loro “Principe di Corleone”, un vino divenuto un’eccellenza in Sicilia. Il nome del vino ha cambiato nel tempo, dimostrando come l’etichetta di un posto possa essere rinnovata. «Noi raccontiamo la vera Corleone – raccontano Luca e Pietro – raccontiamo ogni impresa che investe, ogni giovane che resta». Ogni bottiglia esportata nel mondo contribuisce a costruire un’immagine diversa, quella di un territorio fatto di lavoro, legalità, bellezza e futuro.
La sua rappresentante di Corleone, Marialicia Pollara, ha visto il cambiamento della città dalle esperienze di chi la attraversa: «Quando arrivano, i turisti rimangono sbalorditi da quello che hanno davanti i loro occhi – racconta – vedono la bellezza e sentono l’accoglienza, così vanno via con un’altra idea di Corleone e solo facendo così si può cambiare questa etichetta, bisogna insistere sul turismo e sull’accoglienza». La città sta riuscendo a trasformare il passato in un’opportunità per il futuro.
Un festival che cambia la narrazione
Il cinema ha influito tanto nel racconto dello scenario che conoscono tutti, e proprio dai film si vuole cambiare la narrazione della cittadina palermitana. «Questo territorio è stato violentato e stuprato da fatti realmente accaduti – racconta Markus Salemi, organizzatore del festival – adesso bisogna scrivere una pagina nuova e lo stiamo facendo attraverso i podcast, i talk, e adesso i film, un nuovo racconto può partire proprio da questa cultura e dal festival che ha ricevuto più di mille iscrizioni». Il festival del cinema, organizzato per la prima volta questa estate, ha come tema “Oltre il nome”, un invito a rivedere la città non solo attraverso il cinema, ma anche attraverso il turismo e la cultura.
Nell’ultimo anno il Cidma, il centro Internazionale di Documentazione sulla mafia e del movimento antimafia, ha raccolto 15mila persone, ed è proprio il turismo che sta cambiando Corleone, meta per coloro che vogliono godere di relax, arte e storia. «Siamo la città dei cammini – dice ancora il primo cittadino – e ogni anno incrementiamo le presenze in una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi. Vent’anni fa le strutture ricettive erano 50 e oggi 300». Tra questi cammini c’è anche la celebre Magna Via Francigena, che unisce Palermo ad Agrigento e che ogni anno accoglie migliaia di pellegrini, 3mila solo nel 2025.
«Negli ultimi anni è cresciuta la voglia di riscatto e quella di fare impresa, oggi Corleone è una terra che offre opportunità – racconta ancora Luca, diventato presidente nazionale giovani dell’associazione italiana coltivatori – Noi ci crediamo perché qui ci sono radici, competenze e un territorio straordinario che merita di essere valorizzato nel mondo, e ce la mettiamo tutta per cambiare la concezione che si ha di questi posti». Corleone non dimentica il passato, ma rivendica quanto di buono è stato fatto in un percorso di riscatto.
