Aumento tassa di soggiorno a Venezia, albergatori chiedono rivedere contributo d’accesso
A Venezia si discute l’aumento della tassa di soggiorno a 9 euro. Albergatori chiedono rivedere il contributo d’accesso.

La tassa di soggiorno a Venezia potrebbe aumentare fino a 9 euro, un incremento che ha suscitato preoccupazioni tra gli albergatori, che chiedono di rivedere anche il contributo d’accesso. L’associazione degli albergatori veneziani, l’Ava, ha espresso preoccupazioni per un possibile effetto negativo sull’equilibrio tra le strutture del centro storico e quelle della terraferma, dove le tariffe sono sensibilmente più basse. L’aumento, se confermato, potrebbe spingere alcuni clienti a cercare alloggi in aree limitrofe come Dese, Marcon o Quarto d’Altino, riducendo la competitività delle strutture locali.
Un aumento che potrebbe spostare la clientela
Secondo il direttore Daniele Minotto, l’aumento dell’imposta di soggiorno potrebbe influenzare in modo diverso le strutture del centro storico rispetto a quelle di Mestre e altre aree. «Per un cliente di un quattro o un cinque stelle, pagare 8 o 9 euro, invece di 5, cambia poco», ha spiegato Minotto. Tuttavia, per le strutture che gestiscono gruppi di turisti, anche un incremento di 3 euro potrebbe fare la differenza, soprattutto in un contesto in cui i Comuni vicini offrono tariffe di soggiorno sensibilmente più basse. L’Ava ha quindi chiesto all’amministrazione comunale di far sì che l’aumento dell’imposta vada di pari passo con quello del contributo d’accesso, per evitare un disallineamento tra le diverse aree.
Il tema dell’aumento della tassa di soggiorno è uno dei grandi temi di trattativa tra il sindaco Simone Venturini e Roma. Negli ultimi mesi, il sindaco aveva ipotizzato un ticket che potesse variare tra i 30 e i 50 euro. Tuttavia, per realizzare un simile incremento, serve una norma nazionale, che al momento non è ancora in atto. Minotto ha sottolineato che, anche senza applicare i 50 euro, basterebbe estendere l’attuale contributo d’accesso a tutto l’anno, in modo da mantenere la competitività delle strutture di Mestre rispetto a quelle dei Comuni vicini. Un modo per riequilibrare la tassa di soggiorno.
Un’attenzione anche per l’artigianato
La Cna Venezia, da parte sua, torna a chiedere più attenzione per il mondo dell’artigianato. «L’ultima categoria produttiva che risiede a Venezia e contribuisce a farne una città vera», ha ribadito il direttore Giampaolo Toso. «Va bene utilizzare questi soldi per realizzare foresterie per i lavoratori del turismo, ma ci sono anche le esigenze di tanti artigiani con i loro laboratori». Toso ha anche sottolineato l’importanza di rafforzare la logistica, soprattutto per l’isola di Murano, dove i trasporti per i pendolari sono spesso un problema. Non si possono penalizzare i pendolari.
Le altre richieste dell’Ava riguardano soprattutto la comunicazione e il riutilizzo delle risorse in più. «A spanne stimiamo che possa arrivare un gettito di 15 milioni in più», ha calcolato Minotto. L’associazione condivide l’idea del Comune di utilizzare parte di queste risorse per finanziare eventi che contribuiscano a destagionalizzare gli arrivi. La valutazione degli albergatori, comunque, è positiva: «Si tratta di un’imposta con un obiettivo, va finalizzata ad obiettivi legati al turismo», ha avvertito il presidente di Confedilizia, Giuliano Marchi.
