Angelo Del Col, il “papà” delle casette in legno del terremoto del 1976, è morto a 85 anni

Angelo Del Col, originario di Fontanafredda, è morto a 85 anni dopo aver progettato casette in legno per i friulani senza casa dopo il terremoto del 1976.

Angelo Del Col, originario di Fontanafredda, riceve l'onorificenza di Maestro del lavoro per aver progettato casette in legno per i friulani senza casa dopo il terremoto del 1976
Angelo Del Col, originario di Fontanafredda, riceve l’onorificenza di Maestro del lavoro per aver progettato casette in legno per i friulani senza casa dopo il terremoto del 1976

Angelo Del Col, noto come il “papà” delle casette in legno del terremoto del 1976, è morto a 85 anni a Cavasso Nuovo, dove era ospite della Casa di riposo “Le Betulle”. Originario di Fontanafredda, nel Pordenone, Del Col ha dedicato gran parte della sua vita professionale alla ditta Piero Della Valentina, contribuendo alla costruzione di abitazioni provvisorie per le famiglie friulane rimaste senza casa dopo il sisma del 1976. La sua opera è rimasta un simbolo di solidarietà e ingegno, con le casette in legno che accolsero i senzatetto finché non si completò la ricostruzione.

Le casette in legno e il riconoscimento di Maestro del lavoro

Angelo Del Col ha ricevuto nel 1991 il prestigioso riconoscimento di “Maestro del lavoro” a soli 50 anni, grazie al suo lavoro di progettazione delle famose casette in legno realizzate dalla ditta Piero Della Valentina. Queste abitazioni, costruite in modo rapido e efficiente, furono utilizzate come alloggi temporanei per le famiglie friulane colpite dal terremoto del 1976. «Erano davvero molto carine e tutti le volevano», ricorda la moglie Elvira, che lo ha sposato nel 1966. La produzione delle casette iniziò poco dopo il sisma e proseguì per circa una decina d’anni. «Se ne producevano circa 25 al giorno», spiega Elvira. Le casette, realizzate con materiali locali come i pavimenti delle stalle o i muri delle concimaie, furono apprezzate non solo in Friuli, ma anche in altre regioni colpite da terremoti, come l’Irpinia nel 1980. Il progetto, guidato da Del Col, coinvolse centinaia di operai e fu un esempio di ingegno e solidarietà.

Una vita dedicata al lavoro e alle passioni

Angelo Del Col iniziò a lavorare a 14 anni a Fontanafredda, dove era un apprendista di un falegname che realizzava anche casse da morto. Dopo un paio di anni, entrò alla Piero Della Valentina, dove rimase per tutta la sua vita professionale. La sua carriera fu segnata da dedizione e passione, con un’attenzione particolare all’arte del legno. Tra le sue passioni c’era lo sci, soprattutto il fondo, che praticava a livello amatoriale.

Con il passare degli anni, Angelo ha sviluppato problemi motori agli arti, che lo hanno reso dipendente da cure e assistenza. Negli ultimi mesi della sua vita, ha vissuto a Cavasso Nuovo, nella Casa di riposo “Le Betulle”, dove ha ricevuto un’accoglienza calorosa. «Siamo molto grati al personale di quella residenza per il lavoro e la dedizione dimostrata», ha sottolineato Elvira. La famiglia, composta da sua moglie Elvira, le figlie Laura e Sandra con i mariti Mario e Denis, e il nipote Lorenzo, si prepara a dare l’ultimo saluto al “papà” delle casette in legno.

I funerali di Angelo Del Col si terranno oggi, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio, alle 16. Per volere della famiglia, eventuali offerte saranno destinate alla Casa di riposo “Le Betulle” di Cavasso Nuovo, dove ha trascorso gli ultimi mesi di vita. La sua storia rimane un ricordo vivo per chi ha conosciuto il suo lavoro e la sua passione per il legno e per la comunità friulana.