Adriano Cappellari, cronista vicentino, indagato per simulazione di reato e calunnia

Giornalista vicentino indagato per simulazione di reato e calunnia dopo denuncia di attentato e minacce

Giornalista vicentino indagato per simulazione di reato e calunnia dopo denuncia di attentato e minacce
Giornalista vicentino indagato per simulazione di reato e calunnia dopo denuncia di attentato e minacce

Un giornalista sotto scorta per minacce e incendi

Adriano Cappellari, 20 anni, collaboratore del quindicinale L’Altopiano di Enego (Vicenza), è stato indagato per simulazione di reato e calunnia dopo aver denunciato un attentato incendiario e minacce rivolte a lui, alla premier Giorgia Meloni e al parroco don Maurizio Patriciello. L’episodio si è verificato il 30 maggio scorso, quando ignoti hanno lanciato bottiglie incendiarie contro la sua abitazione, lasciando bombole di gas e lettere minatorie. Le telecamere private hanno ripreso un uomo a volto coperto, ma le indagini hanno rivelato un collegamento con acquisti effettuati da Cappellari su piattaforme di e-commerce. I carabinieri di Bassano del Grappa, su ordine della procura di Vicenza, hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella casa del cronista.

Le bombole di gas acquistate da Cappellari sono state utilizzate per l’attentato. L’indagine ha rivelato che le bombole di gas consegnate a Enego corrispondono a acquisti effettuati da Cappellari. I carabinieri hanno verificato l’acquisto di quattro cartucce di gas butano/propano il 25 aprile scorso e sei bottiglie di alcol etilico il 29 aprile, consegnate il 4 maggio. L’altezza del giovane, rilevata dagli specialisti del Ris, risulta compatibile con quella della persona ripresa dalle telecamere al momento dell’esplosione.

Le minacce e l’incendio che hanno scatenato l’indagine

Le minacce a Cappellari erano iniziate a febbraio, quando la redazione dell’Altopiano aveva ricevuto lettere anonime, tra cui una che minacciava: «Se non fate tacere Cappellari, lo faremo noi, e sarà molto peggio». Anche don Patriciello aveva ricevuto un messaggio simile, con insulti rivolti a lui, al giornalista e alla premier. L’incendio del 30 maggio ha aggravato la situazione, con l’attacco incendiario e le bombole di gas lasciate sul posto. I carabinieri hanno svolto verifiche in base alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dove si intravedeva una persona tra 1,69 e 1,75 metri d’altezza, in tuta da ginnastica.

Le telecamere hanno ripreso un uomo a volto coperto, ma le prove indicano un collegamento con Cappellari. I militari hanno verificato l’acquisto di prodotti su piattaforme online, che corrispondono a acquisti effettuati da Cappellari. L’indagine ha rivelato che le bombole di gas sono state utilizzate per l’attentato, con l’esplosione avvenuta intorno alle 23.30. Cappellari, sentito più volte, aveva fatto riferimento a sospetti nei confronti di persone residenti a Enego e nei comuni limitrofi.

Giornalista vicentino indagato per simulazione di reato e calunnia dopo denuncia di attentato e minacce, immagine di approfondimento

La situazione è considerata un po’ pesante, ma il cronista si sente più sicuro. Dopo l’attentato, ha ricevuto solidarietà da figure politiche e istituzionali, tra cui la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Una settimana dopo l’episodio, è stata assegnata una scorta di quarto livello, con un’auto non blindata e due carabinieri. «Mi hanno assegnato un’auto con due carabinieri e i miei spostamenti devono essere programmati», ha dichiarato Cappellari all’Adnkronos.

La procura ha aperto un’indagine per simulazione di reato e calunnia. L’accusa riguarda proprio l’episodio che Cappellari aveva denunciato: il rogo al portone di casa e le minacce scritte indirizzate a lui, alla premier e al parroco di Caivano. L’indagine proseguirà per chiarire i fatti e determinare se le accuse siano fondate. Il caso ha raccolto solidarietà da tanti leader politici, tra cui il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola.