Accorpamento classi e rischi per studenti fragili: docenti chiedono deroga DPR 81/2009

Docenti preoccupati per accorpamento classi e rischi per studenti fragili, chiedono deroga DPR 81/2009.

Docenti di un IIS chiedono deroga per evitare rischi per studenti fragili a causa dell'accorpamento delle classi
Docenti di un IIS chiedono deroga per evitare rischi per studenti fragili a causa dell’accorpamento delle classi

Un gruppo di docenti dell’Istituto Istruzione Superiore Giulio Casiraghi di Cinisello Balsamo ha espresso preoccupazione per l’accorpamento delle classi e per i rischi che potrebbero derivare per gli studenti fragili. La lettera, pubblicata in un blog dedicato alle opinioni sul sistema scolastico, sottolinea come l’aumento del numero di studenti per classe possa moltiplicare le fragilità e le necessità individuali, mantenendo un unico docente per materia. I docenti, che operano in un contesto socio-economico complesso, temono che le decisioni prese possano mettere a rischio la continuità didattica e la qualità dell’educazione. La lettera, datata 29 luglio 2026, arriva a seguito di recenti rassicurazioni del ministro Valditara, che aveva dichiarato di aver ridotto al minimo il fenomeno delle classi pollaio. I docenti chiedono quindi di rendere operativa la deroga prevista dal DPR 81/2009, all’art.4, per evitare che il loro Istituto venga incluso in quelle casistiche che, a detta del ministro, non dovrebbero più essere considerate.

Accorpamento classi e rischi per gli studenti fragili

Secondo i docenti, l’accorpamento delle classi non solo complica il lavoro didattico, ma potrebbe anche aumentare le difficoltà per gli studenti con background diversi o con bisogni particolari. La lettera sottolinea come l’incremento del numero di studenti per classe, pur consentito dal DPR 81/2009, possa portare a un rischio reale per chi è più fragile, nonostante l’impegno sia da parte degli studenti che da parte dei docenti. La scuola non è un luogo in cui si possono ignorare le fragilità. I docenti, che hanno sempre cercato di offrire una formazione di qualità, temono che le decisioni prese possano mettere a rischio la continuità didattica e la crescita personale degli studenti. Inoltre, i docenti segnalano una crescente pressione sul lavoro, con un numero sempre maggiore di richieste d’aiuto da parte degli studenti, mentre la classe docente si trova in esubero.

Un contesto complesso e una scuola in difficoltà

La lettera dei docenti del Giulio Casiraghi si inserisce in un contesto socio-economico complesso, in cui la scuola ha sempre cercato di offrire una formazione di qualità nonostante le sfide. I docenti hanno sottolineato come, negli ultimi anni, si sia consolidata una prassi di accorpamento delle classi, spesso a causa di non rispettare i numeri minimi previsti dal DPR 81/2009. Tuttavia, i docenti non nascondono le perplessità rispetto alle conseguenze di tali scelte. L’aumento del numero di studenti per classe, pur consentito, potrebbe portare a un rischio reale per gli studenti fragili, che nonostante l’impegno, potrebbero non ricevere l’attenzione necessaria. La scuola deve essere un luogo di inclusione e di supporto. I docenti chiedono quindi di rendere operativa la deroga prevista dal DPR 81/2009, per evitare che il loro Istituto venga incluso in quelle casistiche che, a detta del ministro, non dovrebbero più essere considerate.

La lettera, che ha suscitato interesse nel settore educativo, rappresenta un esempio di come le decisioni politiche possano influire direttamente sulla vita quotidiana degli studenti e dei docenti. I docenti, che hanno sempre cercato di offrire una formazione di qualità, temono che le scelte fatte possano mettere a rischio la continuità didattica e la crescita personale degli studenti. La richiesta di deroga, inoltre, rappresenta un appello per una maggiore attenzione alle fragilità e per una gestione più equilibrata delle classi. La scuola, come sottolineano i docenti, è un luogo in cui si formano i cittadini e dove ogni studente deve essere messo nelle migliori condizioni per crescere e apprendere.