Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di revisione del processo per Yara Gambirasio

Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di nuove analisi per il caso Yara Gambirasio.

Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di revisione del processo per Yara Gambirasio
Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di revisione del processo per Yara Gambirasio

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta dei difensori di Massimo Bossetti di effettuare nuovi accertamenti sui reperti dell’indagine per l’omicidio di Yara Gambirasio. La decisione è arrivata al termine dell’udienza del 5 ottobre, con l’opposizione del pubblico ministero e dei legali della famiglia della vittima. Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva nel 2018, ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate.

Richiesta di nuove analisi e contestazioni

I legali di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, avevano chiesto nuove analisi sui reperti e l’accesso a ulteriore documentazione sugli accertamenti del Ris, con l’obiettivo di raccogliere elementi utili a un’eventuale richiesta di revisione del processo. Le contestazioni si sono concentrate sulla traccia 31G20, individuata sugli slip di Yara e considerata il campione principale da cui fu estratto il profilo genetico attribuito a “Ignoto 1”, poi identificato con Bossetti.

Secondo i consulenti della difesa, l’analisi eseguita alle 9.17 del 3 maggio 2011 non sarebbe compatibile con una fotografia del tassello scattata alle 10.59, perché l’operazione avrebbe distrutto il tessuto esaminato. In aula è stata avanzata anche l’ipotesi che la differenza di orari fosse dovuta alla taratura della macchina fotografica.

Posizione della Corte e della famiglia

Per la pubblica accusa e per i legali della famiglia Gambirasio, il campione contestato è soltanto uno dei diversi elementi disponibili. La Corte ha ritenuto che la documentazione richiesta non fosse necessaria, perché il profilo genetico di Bossetti è emerso in più punti degli indumenti della vittima. La difesa aveva anche chiesto di utilizzare tecniche più recenti per cercare tracce latenti sulla felpa e sul giubbino di Yara.

Gli esami del Ris avevano dato esito negativo, mentre il consulente Marzio Capra ne aveva indicati cinque come positivi. Per i giudici, però, l’eventuale individuazione di ulteriori profili non sarebbe decisiva e non modificherebbe il quadro alla base della condanna. Sul fronte della famiglia della vittima, gli avvocati Andrea Pezzotta ed Enrico Pelillo, che assistono i genitori di Yara, Fulvio Gambirasio e Maura Panarese, hanno dichiarato di voler evitare una nuova vicenda mediatica analoga al caso Garlasco.

Yara Gambirasio fu uccisa a Brembate di Sopra il 26 novembre 2010, quando aveva 13 anni. I genitori hanno mantenuto negli anni un profilo riservato e, attraverso l’associazione “La passione di Yara”, hanno continuato a sostenere attività sportive e musicali rivolte a bambini e ragazzi.

La Corte ha ritenuto non necessaria la richiesta di nuove analisi.
La famiglia della vittima ha espresso la volontà di evitare ulteriori contestazioni.