Le perizie della difesa di Andrea Sempio mettono in discussione le prove del delitto di Garlasco
Le perizie della difesa di Andrea Sempio mettono in discussione le prove del delitto di Garlasco, con nuove analisi su Dna e scarpe.

Andrea Sempio, 38 anni, è l’unico indagato per l’omicidio della 26enne Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. La difesa del 38enne ha depositato perizie che mettono in discussione le prove principali dell’accusa, tra cui il Dna trovato sulle unghie della vittima e l’impronta insanguinata lasciata nella villetta. La Procura di Pavia, che ha chiuso le indagini il 7 maggio 2026, dovrà valutare i nuovi elementi per decidere il passo successivo.
Il Dna non è sufficiente a individuare Sempio
La genetista Marina Baldi, consulente della difesa, ha analizzato il profilo maschile Y trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Secondo la specialista, il dato non ha valore individualizzante, poiché non è unico e potrebbe provenire da più persone. «Il materiale genetico presente non è univoco», ha spiegato Baldi, sottolineando che il profilo non è completo, singolo o quantitativamente significativo. Inoltre, è stato trovato un ulteriore profilo maschile Y che non appartiene a Sempio, il che potrebbe indicare contaminazioni o depositi non collegati al delitto.
La genetista ha anche sottolineato che, in assenza di un profilo «completo, singolo, quantitativamente significativo, riproducibile e coerente con la dinamica di un graffiamento aggressivo», il dato genetico «deve essere considerato un elemento fragile, parziale, e non individualizzante».
Le scarpe non corrispondono al piede di Sempio
La seconda perizia riguarda l’impronta insanguinata rinvenuta nella villetta. I consulenti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis hanno analizzato la compatibilità tra la traccia e l’anatomia del piede di Sempio. La scarpa incriminata, una Frau taglia 42, è progettata per contenere piante dei piedi larghe al massimo 9,2 centimetri. Il piede di Sempio, invece, supera questa misura di oltre due centimetri.
Secondo gli esperti della difesa, il rapporto tra larghezza e lunghezza del piede di Sempio è di circa il 42 per cento, un valore che si discosta significativamente dai parametri standard di una calzatura taglia 42. La taglia 42, peraltro, è compatibile con il piede dell’unico condannato per il delitto, Alberto Stasi. Sempio, però, ha sempre dichiarato di calzare il 44.
Le registrazioni in auto non sono confessioni. La difesa ha consegnato alla Procura di Pavia una memoria esplicativa sui dialoghi «virtuali» che Sempio registrava in auto. Quei file audio, in cui il 38enne simulava interrogatori o si metteva nei panni di Alberto Stasi, avevano alimentato diversi sospetti. Tuttavia, i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno spiegato che le registrazioni non sono confessioni, ma semplici reazioni a narrazioni che ritenevano avverse.
Non confessioni, ma reazioni a contestazioni. I legali hanno descritto il comportamento di Sempio come una forma di preparazione mentale, in cui formulava ad alta voce le contestazioni che si aspettava gli venissero mosse, per poi rispondervi. Questo schema, a loro avviso, è del tutto estraneo a qualsiasi intento confessorio.
La Procura di Pavia dovrà ora valutare le perizie della difesa e decidere il passo successivo. Il caso di Andrea Sempio rimane un’ipotesi in fase di verifica, con nuove prove che potrebbero influenzare il destino del 38enne.
