La Strage di Ustica e la Francia: nuove carte per chiarire il mistero

Nuove carte francesi potrebbero chiarire il mistero della strage di Ustica del 1980.

La strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980, continua a suscitare dibattiti e nuove indagini. Dopo anni di silenzi e dibattiti, la Francia ha reso disponibile la documentazione relativa al volo Itavia 870, un passo che potrebbe aprire nuove prospettive sull’incidente. L’ambasciata francese ha confermato la disponibilità al trasferimento di tutti i documenti, un atto che segue un incontro tra il presidente Emmanuel Macron e la premier Giorgia Meloni a Antibes. La decisione è arrivata il 26 giugno scorso, durante un bilaterale che ha visto la richiesta italiana di desecretare gli atti.

La procura di Roma ritira la richiesta di archiviazione

La procura di Roma ha deciso di ritirare la richiesta di archiviazione dell’ultima indagine sulla strage, un passo che indica un interesse crescente per il caso. La decisione è stata presa dopo che l’ambasciata francese ha confermato la disponibilità al trasferimento della documentazione. L’insieme di dati, che copre un periodo che parte dagli anni ’90, potrebbe fornire nuove informazioni su eventi che hanno preceduto l’incidente. La sentenza di Cassazione, che ha riconosciuto un risarcimento ai familiari delle vittime, ha sottolineato l’importanza di una revisione completa.

Le teorie e le perizie

Le teorie sull’incidente sono molteplici. Secondo uno scenario ipotizzato dalla procura di Roma, un Mig libico in volo sull’Italia per scortare una missione del colonnello Muammar Gheddafi si sarebbe nascosto all’ombra del DC9. L’aereo, partito da Bologna alle 20.08 con due ore di ritardo, era diretto a Palermo. I radar hanno segnalato la presenza di un altro velivolo che affiancava il DC9. Secondo le perizie italiane e USA, un caccia francese è stato seguito da un altro aereo statunitense. Il generale dei carabinieri Nicolò Bozzo, in vacanza a Solenzara, ha raccontato di aver sentito i jet in azione nell’oscurità, un episodio che ha suscitato molte domande.

La versione ufficiale della Francia, come riferito da Repubblica, aveva negato che dopo il tramonto del 27 giugno 1980 si fossero alzati in volo caccia. Secondo le fonti della NATO, l’attività si sarebbe interrotta prima delle 14.30. Bozzo ha però sottolineato che le fonti della NATO hanno affermato il falso, sostenendo che i francesi, e non solo loro, volarono fino a tarda ora. Ci sono altri elementi al vaglio della procura, tra cui la Foch, che navigava nel Mediterraneo portando caccia Etendard IV dotati di testate atomiche.

Un passato che non si chiude

La strage di Ustica rimane un mistero che non si è mai risolto. Anche se nel 1997 un giudice istruttore ha rinviate a giudizio nove alti ufficiali dell’Aeronautica militare per depistaggio e attentato agli organi costituzionali dello Stato, tutti sono stati assolti o prosciolti. La procura di Roma, però, non ha abbandonato l’indagine, e la disponibilità della Francia a fornire nuove informazioni potrebbe aprire nuove strade. La collaborazione tra le autorità d’oltralpe e la magistratura italiana rimane un tema dibattuto, ma la decisione di condividere la documentazione rappresenta un passo significativo.

La strage di Ustica, un evento che ha scosso l’opinione pubblica italiana e internazionale, continua a essere oggetto di studio e di nuove indagini. La disponibilità della Francia a condividere la documentazione potrebbe contribuire a chiarire alcuni aspetti ancora oscuri. La procura di Roma, con l’aiuto di nuove informazioni, potrebbe finalmente dare una risposta definitiva a una tragedia che ha segnato la storia aerea italiana.