Ergastolo per Marco Bianchi, 28 anni per Gabriele per omicidio di Willy Monteiro Duarte
Sentenza di ergastolo per Marco Bianchi e 28 anni per Gabriele per omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro.

La Corte d’Appello di Roma ha condannato Marco Bianchi all’ergastolo e Gabriele Bianchi a 28 anni di carcere per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto il 6 settembre 2020 a Colleferro. La sentenza, emessa nel processo bis, conferma le condanne già pronunciate in primo grado e risponde alle richieste della procura generale di Roma, che aveva chiesto l’ergastolo per entrambi i fratelli. La madre di Willy, Lucia Monteiro Duarte, ha espresso dolore e speranza, auspicando che i ragazzi imparino a rispettare gli altri e che un’altra famiglia non viva l’esperienza che la sua ha subìto.
La tragedia e le dichiarazioni della famiglia
Willy Monteiro Duarte, un giovane di 17 anni, è stato brutalmente ucciso durante un pestaggio a Colleferro. La sua famiglia ha perso un figlio e vive il dolore di un evento che non può essere dimenticato. “Mi auguro che questi ragazzi apprezzino il fatto di essere vivi con una famiglia che li può vedere e sentire la loro voce”, ha detto Lucia Monteiro Duarte, la madre di Willy, dopo la sentenza. “A noi di Willy è rimasta solo una fotografia e la sua voce è solo un ricordo lontano”, ha aggiunto, sottolineando l’impatto emotivo dell’evento.
Le condanne e le attenuanti
Marco Bianchi, 28 anni, è stato condannato all’ergastolo per il ruolo principale nell’omicidio, mentre il fratello Gabriele ha ricevuto 28 anni di carcere grazie alle attenuanti generiche riconosciute dai giudici. L’avvocato Massimo Ferrandino, parte civile per il comune di Artena, ha definito le pene “severe ma che rispecchiano un accaduto cruento ed efferato”. I due fratelli, prima dell’udienza, avevano espresso scuse alla famiglia di Willy, dicendo: “Noi non siamo dei mostri, chiediamo scusa alla famiglia di Willy per il dolore che prova e per quello che è avvenuto”.
Marco Bianchi aveva ammesso di aver tirato un calcio alla vittima, un elemento che ha contribuito alla gravità del reato. La procura generale di Roma aveva chiesto l’ergastolo per entrambi i fratelli nell’udienza del 17 gennaio, e la sentenza di Appello ha confermato questa richiesta. La famiglia di Willy, però, non ha trovato conforto nella condanna: “Le condanne non ce lo ridaranno”, ha detto Lucia Monteiro Duarte, sottolineando che la perdita di Willy è irrimediabile.
Il processo, condotto con attenzione e determinazione, ha visto la collaborazione tra la pubblica accusa e i legali coinvolti. L’avvocato Domenico Marzi, legale parte civile, ha espresso soddisfazione per la sentenza, che conferma l’impegno di tutti i componenti della pubblica accusa. “Come parte civile eravamo già soddisfatti per aver cristallizzato una solidissima fase processuale, questa ulteriore sentenza conferma l’ottimo operato di tutti i componenti della pubblica accusa con una particolare menzione al dottor Brando che ha portato avanti un lavoro faticoso e professionale”, ha detto Marzi.
Valerio Spigarelli, difensore di Gabriele Bianchi, ha sottolineato l’importanza delle attenuanti generiche nel contesto del processo. La sentenza, quindi, non solo risponde alle richieste legali, ma anche alle esigenze di giustizia e riparazione per la famiglia di Willy Monteiro Duarte.
