Vigneti come barriera contro gli incendi, la viticoltura si trasforma in difesa

Nuovi progetti in Europa trasformano vigneti in corridoi rompifuoco per combattere incendi. La viticoltura diventa strumento di protezione ambientale.

La viticoltura, tradizionalmente legata alla produzione di vino, sta diventando un elemento chiave nella lotta contro gli incendi in tutta Europa. Dalla Catalogna arriva un progetto innovativo che trasforma i vigneti in corridoi rompifuoco, riducendo la velocità e l’intensità della propagazione delle fiamme. Questa strategia, denominata Fire Wine, si basa su una semplice ma efficace idea: le viti bruciano molto più lentamente rispetto agli alberi e lo spazio tra i filari rallenta le fiamme, creando una discontinuità di combustibile che ostacola la diffusione degli incendi.

Incendi estivi e risposta innovativa

L’estate 2026 ha visto un aumento drammatico degli incendi in diversi Paesi europei, con decine di migliaia di ettari bruciati in Francia, Spagna, Grecia e Portogallo. A Salamina, vicino ad Atene, due incendi hanno causato la morte di due persone e l’evacuazione di centinaia di persone dalle spiagge. In Belgio, invece, è stato registrato il più grande incendio mai documentato. Questi eventi hanno messo in luce l’urgenza di trovare soluzioni innovative per contrastare la crescita dei roghi, spesso alimentati da condizioni climatiche estreme e da una vegetazione spontanea incontrollata.

Il progetto Fire Wine, avviato in Catalogna dal Centre de Ciència i Tecnologia Forestal nell’ambito dell’iniziativa europea Fire-Res, si basa sulla gestione attiva dei vigneti per creare aree di difesa naturale. Le cantine che mantengono pulita la vegetazione tra i filari e gestiscono “fasce tampone” tra le vigne e i boschi circostanti possono richiedere e ottenere la certificazione “Fire Wine Resilient Landscape”. Celler Abadal, una cantina sulle colline della denominazione di origine Pla De Bages, è stata la prima a adottare questa pratica, con risultati visibili quando un incendio si è fermato proprio davanti ai suoi vigneti.

Un approccio sostenibile alla gestione del rischio

La strategia si basa su una combinazione di gestione agricola e protezione ambientale. I vigneti, con il loro spazio tra i filari e la lenta combustione delle viti, creano una barriera naturale che riduce la velocità e l’intensità delle fiamme. Questo approccio non solo aiuta i vigili del fuoco nell’intervento, ma contribuisce anche alla ripresa degli ecosistemi. Tuttavia, la questione non è semplice: l’abbandono delle aree rurali e l’aumento della vegetazione spontanea hanno reso più complessa la gestione del rischio incendi, aumentando la quantità di biomassa disponibile per le fiamme.

Il progetto Fire Wine potrebbe rappresentare una soluzione sostenibile per la difesa contro gli incendi, ma richiede una collaborazione tra agricoltori, istituzioni e comunità locali. La viticoltura, in questo contesto, non solo produce vino, ma diventa un elemento attivo nella lotta contro un problema crescente. La sua adozione in altre regioni, come Francia, Portogallo e Italia, potrebbe aprire nuove opportunità per la gestione del rischio ambientale in un’Europa sempre più esposta a eventi climatici estremi.