Yara Gambirasio, il film su Canale 5 racconta l’omicidio: le prove del DNA e la condanna di Bossetti
Il film su Canale 5 mostra le prove del DNA che portarono alla condanna di Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Il film su Canale 5 dedicato all’omicidio di Yara Gambirasio ha reso visibile il percorso investigativo che portò alla condanna di Massimo Bossetti. La storia, ricostruita attraverso testimonianze e prove, si concentra sulle analisi del DNA e sulle scoperte che cambiarono il corso dell’indagine. L’omicidio della 13enne, avvenuto nel 2014, ha visto l’uso di un’indagine scientifica senza precedenti, che portò all’identificazione del colpevole. La svolta arrivò grazie a un frammento di DNA rilevato sui vestiti di Yara, che permise di ricostruire un profilo completo dell’individuo sconosciuto, definito “Ignoto 1”.
Il DNA come chiave di volta
La ricerca si concentrò su un’analisi del DNA che, nonostante migliaia di confronti andati a vuoto, portò a una svolta. Il profilo di “Ignoto 1” fu parzialmente compatibile con il DNA di Damiano Guerinoni, un uomo morto nel 1999. Gli investigatori allargarono la ricerca genealogica e scoprirono che Giuseppe Guerinoni, autista di pullman, era il padre biologico dell’individuo misterioso. Questa scoperta costrinse gli inquirenti a riesumare il corpo di Guerinoni e a cercare una madre compatibile tra le donne della Val Seriana.
Un’analisi del DNA rivelò che il profilo dell’individuo sconosciuto coincideva perfettamente con quello di Giuseppe Guerinoni. Gli investigatori trovarono un legame con Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti, e confermarono che il muratore di Mapello era figlio biologico di Guerinoni. Questo collegamento fu cruciale per identificare il sospettato.
Un screening genetico su migliaia di persone
Dopo un imponente screening genetico su oltre 20.000 donne e 25.000 prelievi di DNA, l’attenzione si concentrò su Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti. L’analisi confermò che il muratore di Mapello era figlio biologico di Guerinoni e che il suo profilo coincise perfettamente con quello di “Ignoto 1”. Il 16 giugno 2014, con un prelievo a sorpresa, il DNA di Bossetti fu confrontato con quello rinvenuto sugli indumenti di Yara: il match fu totale. Questo risultato fu considerato decisivo per l’accusa.
La traccia genetica maschile isolata dai leggings di Yara fu un elemento cruciale, che, insieme ad altre evidenze, portò alla condanna di Bossetti. L’indagine, condotta con meticolosità, dimostra come la scienza possa essere un elemento determinante nella giustizia. Il film mostra come le prove del DNA, pur non essendo sufficienti da sole, furono decisive nel processo.
La narrazione del film, basata sui fatti verificati, mette in luce l’importanza delle prove scientifiche e la loro capacità di chiarire un caso complesso. La storia di Yara Gambirasio, pur triste, è anche un esempio di come l’indagine possa portare alla verità, anche quando sembra impossibile.
