Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio Pamela Mastropietro

Cassazione conferma ergastolo per Oseghale, violenza e omicidio di Pamela Mastropietro

Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio Pamela Mastropietro
Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio Pamela Mastropietro

La Suprema Corte ha confermato la condanna all’ergastolo per Innocent Oseghale, accusato di aver violentato e ucciso la 18enne romana Pamela Mastropietro nel gennaio 2018. La Cassazione ha respinto ogni richiesta di sconto di pena, sottolineando come la violenza subita dalla vittima abbia reso sempre più flebile il suo contrasto. L’omicidio, avvenuto a Macerata, ha visto il corpo della ragazza diviso in pezzi e nascosto in due trolley. La motivazione della sentenza ha chiarito come la violenza sessuale, combinata con la costrizione fisica e psichica, abbia giocato un ruolo determinante nel crimine.

La violenza e l’aggravante della violenza sessuale

La Cassazione ha sottolineato che la violenza sessuale, commessa mediante induzione e abuso delle condizioni di inferiorità fisica e psichica, non è incompatibile con un’imputazione di violenza sessuale con costrizione fisica e psichica. La motivazione ha chiarito che, nel caso in esame, la violenza fisica ha permesso all’imputato di ottenere un rapporto non protetto, mentre la resitenza della vittima è stata vinta grazie all’effetto dello stupefacente assunto poco prima. La violenza ha reso sempre più flebile il contrasto della donna, rendendo il reato particolarmente grave.

La difesa di Oseghale: avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi

Oseghale è rappresentato dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, che hanno cercato di argomentare la riduzione della pena. La motivazione della Cassazione, tuttavia, ha respinto ogni tentativo di sconto, sottolineando l’aggravante della violenza sessuale e la gravità del crimine. La sentenza, depositata a Macerata, conferma l’ergastolo come pena massima per un reato così grave. La difesa ha cercato di mettere in luce le condizioni psichiche e fisiche della vittima, ma la Suprema Corte ha ritenuto che non bastino a giustificare una riduzione della pena.

La sentenza ha anche chiarito che la violenza sessuale, combinata con la costrizione fisica e psichica, ha reso il contrasto della vittima sempre più flebile. La violenza ha avuto un ruolo centrale nel crimine, rendendo il reato particolarmente grave. L’omicidio di Pamela Mastropietro, avvenuto a gennaio 2018, ha suscitato un forte dibattito pubblico e ha portato a una condanna senza appello. La motivazione della sentenza, depositata in data 14 maggio 2024, conferma l’ergastolo come pena appropriata per un reato così estremo.

La Cassazione ha anche sottolineato come la violenza sessuale, commessa con costrizione fisica e psichica, non possa essere considerata compatibile con un’imputazione di violenza sessuale. La motivazione ha chiarito che, nel caso in esame, la violenza fisica ha permesso all’imputato di ottenere un rapporto non protetto, mentre la resitenza della vittima è stata vinta grazie all’effetto dello stupefacente assunto poco prima. La Suprema Corte ha ritenuto che non ci siano elementi sufficienti a giustificare un sconto di pena, confermando l’ergastolo come pena massima per un reato così grave.