Prezzo del petrolio e gas in forte rialzo per tensioni in Medio Oriente
Prezzo del petrolio e gas in aumento per tensioni in Medio Oriente, Borse in calo e timori per inflazione

Il prezzo del petrolio e del gas ha registrato un nuovo balzo in seguito alle tensioni in Medio Oriente, con il petrolio che ha superato quota 108 dollari al barile e il metano che ha raggiunto i massimi da fine 2022. La chiusura di un oleodotto chiave in Arabia Saudita e nuovi attacchi nello Stretto di Hormuz hanno alimentato i timori di una riduzione delle forniture, con conseguenze sull’inflazione e sui mercati finanziari. Le Borse asiatiche e europee hanno reagito con un calo, mentre i future sul Nasdaq segnano un calo superiore all’1% a causa delle crescenti preoccupazioni per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Prezzo del petrolio e gas in aumento per tensioni geopolitiche
Il petrolio ha visto un rialzo significativo, con il Wti che ha superato i 102,73 dollari al barile e il Brent che ha raggiunto i 107,32 dollari, in seguito alla chiusura dell’oleodotto saudita danneggiato da milizie filoiraniane. L’analisi di Reuters indica che la riduzione delle scorte saudite potrebbe mettere a rischio il 4% dell’offerta globale, aggravando la crisi energetica. Il metano, a sua volta, ha registrato un aumento del 4,2%, raggiungendo i 82,84 euro al megawattora a Amsterdam, con l’indice Ttf che aggiorna i massimi da fine 2022.
La situazione ha rafforzato i timori di un aumento generalizzato dell’inflazione, in vista delle riunioni della Federal Reserve e della BoJ. Le previsioni indicano un aumento dei tassi di un quarto di punto da parte delle due banche centrali, preoccupando i mercati. Le Borse asiatiche hanno registrato un calo, con Tokyo che ha perso lo 0,81%, mentre i future a Wall Street e quelli europei procedono in rosso. Il settore tecnologico, in particolare, è in difficoltà a causa delle crescenti richieste di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Effetti sull’economia e sui mercati finanziari
La crisi energetica ha avuto un impatto significativo sull’economia globale, con i prezzi dei carburanti ai massimi storici e l’inflazione che si intensifica. L’effetto si sente anche sui mercati finanziari, con i rendimenti dei titoli di Stato italiani che hanno raggiunto il 4,41%, e lo spread tra Btp e Bund che ha superato i 88 punti. Le banche, in particolare, sono state colpite, con Mps, Intesa e Bper che hanno registrato un calo tra il 0,3% e il 1,2%. La situazione ha anche influenzato le aziende tecnologiche, con un calo del 1% sul Nasdaq.
La tensione in Medio Oriente continua a influenzare i mercati, con nuovi attacchi degli Houthi e scontri militari nello Stretto di Hormuz che hanno ridotto ulteriormente la disponibilità di petrolio. L’Arabia Saudita, che ha esaurito le scorte di petrolio destinate all’esportazione, potrebbe non riuscire a ripristinare l’oleodotto entro pochi giorni, con conseguenze sull’offerta globale. La situazione ha anche portato a un aumento dei prezzi del gas, con il metano che ha visto un incremento del 4,2% a Amsterdam.
- Il petrolio ha visto un rialzo del 2,68% per il Wti e del 2,59% per il Brent.
- Il metano ha registrato un aumento del 4,2% a 82,84 euro al megawattora.
- Le Borse asiatiche e europee hanno registrato un calo, con Tokyo che ha perso lo 0,81%.
- La Federal Reserve e la BoJ potrebbero aumentare i tassi di un quarto di punto.
- Il settore tecnologico è in difficoltà a causa delle crescenti richieste di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
