Gli angeli dei vecchi autobus: salvano i mezzi d’epoca per ricordare l’infanzia

A Torino un gruppo di appassionati salva autobus d’epoca per ricreare l’esperienza di viaggio del passato.

Un gruppo di appassionati a Torino salva autobus d’epoca per ricreare l’esperienza di viaggio del passato
Un gruppo di appassionati a Torino salva autobus d’epoca per ricreare l’esperienza di viaggio del passato

Un gruppo di appassionati salva autobus d’epoca per ricreare l’esperienza del passato

A Torino, un gruppo di appassionati ha dato vita a un progetto unico: salvare autobus d’epoca da una distruzione inesorabile e riconsegnarli al pubblico come testimonianza del passato. L’obiettivo non è solo preservare la storia, ma far rivivere le emozioni di un tempo in cui i viaggi in autobus erano un’esperienza unica. Il gruppo, chiamato “Omnibus”, si è formato in poco tempo e ha radunato 35 appassionati, dai diciotto ai sessant’anni, pronti a tutto pur di salvare i mezzi d’epoca da una fine infausta.

Un viaggio tra ricordi e nostalgia

Tra i mezzi salvati c’è un Fiat 421, immatricolato nel 1983 e in servizio per ventun’anni tra le strade di Torino. Con un milione di chilometri segnati sul tachimetro, il veicolo è diventato un simbolo di storia e di emozioni. «Eppure in autostrada tiene ancora i settanta all’ora – esclama un membro del gruppo – ha un motore formidabile». L’autobus, con la vernice scolorita e i sedili vintage, è uno dei primi mezzi con aria condizionata mai realizzati. Per i membri dell’associazione, non è solo un veicolo, ma un’esperienza che riporta alla mente l’infanzia. Salvare un autobus d’epoca significa salvare un pezzo di storia e di emozioni.

L’associazione “Omnibus” ha iniziato a raccogliere mezzi d’epoca in tutta Italia, da Piemonte a Sicilia, seguendo piste di passaparola o monitorando i piani di demolizione delle aziende di trasporti. La spesa per il restauro varia dai 10 ai 50mila euro, ma la passione compensa ogni sforzo. Gli appassionati raffrontano le foto d’epoca, ricostruiscono i materiali originari di tubi, sedili, volanti. «Un lavoro da restauratori – spiegano – ma la nostra passione ricompensa tutti gli sforzi. A noi non interessano il motore o le prestazioni, ma l’emozione di salire su un pullman che ci fa tornare bambini».

Tra i mezzi più antichi posseduti dall’associazione c’è un Fiat 308 Padane bianco e rosso del 1974, chiamato “il nonno” per la sua importanza storica. Immatricolato in Campania, ha trasportato migliaia di passeggeri e ha segnato l’evoluzione dei trasporti in Italia. «Secondo me sarebbe orgoglioso di vedere cosa stiamo facendo» dice Alessandro Caiaffa, ricordando il nonno Sergio, autista dell’Atm, che ha guidato il veicolo negli anni ’80. Il Fiat 308 Padane è uno dei primi autobus con aria condizionata, e i suoi sedili in tessuto rossi sono ricordi di canti, bibite e risate.

La salvaguardia del patrimonio è un atto di memoria e di passione. Gli autobus d’epoca non sono solo mezzi di trasporto, ma testimonianze di un’epoca in cui i viaggi erano un’esperienza unica. L’associazione “Omnibus” organizza giri turistici che fanno sempre il tutto esaurito: «Arrivano persone da ogni parte d’Italia per il gusto di tornare all’infanzia» racconta Caiaffa. Il gruppo, nato da un’idea di Alessandro Caiaffa, che gestisce un’azienda di bus turistici, ha dato vita a un progetto che unisce passione, storia e memoria.