Scuola, presidi denunciano ingerenze di genitori e chiedono maggiore autonomia
Presidi denunciano ingerenze di genitori in classe, chiedono maggiore autonomia per scuole.

La scuola deve ascoltare, ma le famiglie non devono sovrapporsi. È questa la posizione dell’associazione dei presidi, che denuncia un aumento delle ingerenze da parte dei genitori, soprattutto in classe. «Troppi genitori-avvocati, basta ingerenze in classe da mamme e papà», ha sottolineato Luca Gervasutti, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) del Friuli Venezia Giulia, nel giorno del rientro ufficiale tra i banchi. Oggi, infatti, sono 128.017 gli alunni in regione (dall’infanzia alle superiori) che si ritroveranno in classe. Tra gli obiettivi 2026, dunque, un nuovo “patto” tra istituzione scolastica e genitori.
Consenso e autonomia per attività educative
Una delle novità del nuovo anno scolastico è l’introduzione del consenso informato per i temi legati all’educazione sessuo-affettiva. In sostanza, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, per le attività extracurricolari che riguardano la sessualità, servirà l’autorizzazione preventiva dei genitori. Divieto invece all’infanzia e alla primaria. «I maggiorenni sceglieranno in autonomia. Per tutti i minori invece si dovranno acquisire le autorizzazioni dalle famiglie», spiega Gervasutti. Un aggravio di lavoro per le scuole, che dovranno predisporre attività alternative per chi non accetta. Con una spesa ulteriore per le ore aggiuntive agli insegnanti, precisa.
Un altro tema caldo è l’introduzione dell’intelligenza artificiale in classe. Tra le novità 2026, anche l’arrivo dell’AI in 113 scuole del Fvg. «Lo scorso anno sono stati formati i docenti e adesso si passa alla fase due del progetto regionale, con l’introduzione di licenze professionali negli istituti», spiega Gervasutti, autore del volume “La dashboard dell’I.A.”. Gli insegnanti aiuteranno gli studenti a usare l’AI in classe. Alla fine dell’anno, si contano i dati positivi e le criticità. Occorre ripensare i compiti e gli obiettivi, conclude.
Organizzazione e gestione termica
Un altro aspetto dibattuto riguarda la gestione termica delle scuole. «Nonostante il calo delle temperature degli ultimi giorni, è un problema molto sentito», sottolinea Gervasutti. Il timore di tornare a svolgere gli esami di maturità nelle condizioni di quest’anno è forte. Il ministero ha organizzato un click day per l’acquisto di condizionatori, ma la procedura a sportello ha creato problemi. «Speriamo in altri incentivi», dice il presidente dei presidi.
Per quanto riguarda l’organizzazione, da oggi a Udine sette scuole superiori passano alla settimana corta. Solo Malignani, Copernico e Marinelli mantengono la mista, mentre il Marinoni è lunga ma passerà alla settimana corta dal prossimo anno. «Questo passaggio ha comportato una costante interlocuzione tra scuole, Regione e azienda dei trasporti», spiega Gervasutti. «Sono state interpellate anche le famiglie con dei questionari. Ora bisogna trovare una sintesi tra il numero di mezzi che può circolare e gli orari differenti tra chi finisce alle 13 e chi alle 13.40. In settembre e ottobre emergeranno le criticità da eliminare». Si prefigura un anno ricco di sfide. «L’obiettivo ultimo della scuola è quello di aiutare gli studenti a formare un proprio spirito critico, un pensiero divergente e laterale», conclude Gervasutti. «Comprendendo che non è mai opportuno delegare le decisioni ad altri o ai nuovi strumenti. I ragazzi devono essere responsabili».
