Torino si mobilita per salvare Albert: decine di donatori si presentano per il trapianto

Torino si mobilita per salvare un bimbo di 7 mesi con leucemia, decine di donatori si presentano per il trapianto di midollo.

Fila di persone in attesa per donare il midollo osseo a un bimbo di 7 mesi con leucemia, Torino, evento organizzato da Admo
Fila di persone in attesa per donare il midollo osseo a un bimbo di 7 mesi con leucemia, Torino, evento organizzato da Admo

Un bimbo di 7 mesi, Albert, affetto da una rara forma di leucemia, sta vivendo una corsa contro il tempo per trovare un donatore di midollo osseo. La famiglia, composta da Mikel Hyka e Ardiana Mecja, ha lanciato un appello che ha mobilitato centinaia di torinesi. Dopo l’annuncio su La Stampa, la palestra CrossFit di strada Altessano è diventata un punto di raccolta per potenziali donatori, con decine di persone che si presentano ogni giorno per sottoporsi a un tampone e a un colloquio con i medici. Il trapianto è l’unica speranza di guarigione per il piccolo, ma trovare un donatore compatibile è estremamente difficile.

La solidarietà in azione

La straordinaria risposta del pubblico ha superato le aspettative dei genitori di Albert. Organizzato dall’Admo, l’Associazione Donatori Midollo Osseo, l’evento ha visto l’arrivo di oltre 150 persone disposte a donare il midollo. Ogni nuovo iscritto rappresenta una possibilità di vita per qualcuno, come ricordano i volontari. «In Italia i donatori iscritti sono circa 523 mila, in Germania oltre 11 milioni», spiegano i volontari, sottolineando l’importanza di un numero maggiore di donatori per salvare vite.

Un appello che coinvolge tutta la comunità

La mobilitazione è nata grazie alla determinazione della zia Elisa Hyka, 29 anni, che ha attivato una campagna di sensibilizzazione. «La giornata è per Albert, ma donare il midollo è un gesto d’amore universale», ha spiegato Elisa, che ha raccontato la storia della famiglia per sensibilizzare l’opinione pubblica. L’appello ha coinvolto anche il sistema sanitario locale, con l’aiuto del proprietario della palestra, Leonardo Pinto, che ha permesso l’uso dello spazio per l’evento. «Mikel è un mio associato e mi ha raccontato la terribile situazione che stanno vivendo», ha detto Pinto, che ha visto la partecipazione come un atto di solidarietà.

La partecipazione è stata così elevata che i volontari hanno espresso stupore per l’adesione. «È una delle giornate più partecipate e con un’adesione che non avevo mai visto da quando sono “medico reclutante”», ha commentato Marilena Conte, che ha visitato gli aspiranti donatori. La fila, oggi, non è solo per Albert, ma rappresenta un momento di unità e speranza per tanti altri pazienti in attesa di un trapianto. La giornata è per Albert, ma donare il midollo è un gesto d’amore universale.

Fila di persone in attesa per donare il midollo osseo a un bimbo di 7 mesi con leucemia, Torino, evento organizzato da Admo, immagine di approfondimento

La straordinaria risposta del pubblico ha dimostrato come la solidarietà possa unire persone di ogni età e background. Non mi aspettavo così tanta gente, ha detto Mikel Hyka, il papà di Albert, che ha espresso gratitudine per la partecipazione. La famiglia, con il sostegno della comunità, continua a sperare in un trapianto che possa salvare il piccolo. «Siamo felici e ringraziamo tutti col cuore», ha detto Mikel, che ha visto la partecipazione come un atto di amore e solidarietà.

  • Albert, 7 mesi, affetto da una rara forma di leucemia.
  • Il trapianto di midollo è l’unica speranza di guarigione.
  • La famiglia ha lanciato un appello che ha mobilitato centinaia di torinesi.
  • La palestra CrossFit di strada Altessano è diventata un punto di raccolta per potenziali donatori.
  • La partecipazione ha superato le aspettative dei genitori.

La mobilitazione ha visto la partecipazione di persone provenienti da diverse parti della città, tra cui Eralda e Amarildo Sulkja, cugini del papà di Albert. «Abbiamo anche noi dei bambini, una cosa così potrebbe capitare a tutti», hanno detto i due, che hanno sottolineato l’importanza di una donazione per salvare vite. La famiglia, con il sostegno della comunità, continua a sperare in un trapianto che possa salvare il piccolo. La solidarietà, come dimostrato da questa storia, può fare la differenza in momenti di grande bisogno.