Riccardo Muti: “I governi hanno fatto schifo su Villa Verdi, si diano una mossa”
Riccardo Muti critica l’abbandono di Villa Verdi e invita i governi a intervenire per il recupero del luogo storico.

Riccardo Muti, direttore d’orchestra e maestro della musica italiana, ha espresso la sua rabbia per l’abbandono di Villa Verdi, la casa natale del compositore Giuseppe Verdi, a Busseto. “I governi hanno fatto schifo su Villa Verdi, ora si diano una mossa”, ha detto il maestro, sottolineando come il luogo, ora proprietà dello Stato, non abbia ricevuto l’attenzione necessaria. La sua critica si estende a tutti i governi, di destra, centro e sinistra, che, secondo Muti, hanno lasciato il sito in degrado per anni.
Un appello attraverso la musica
Per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo, Muti ha organizzato una serata-evento a Villa Verdi, in cui i musicisti si riuniranno in un incontro privato, senza palco né allestimento. L’obiettivo è far risuonare un luogo che, secondo il maestro, “non appartiene più a Busseto, all’Italia o all’Europa, ma al mondo”. La serata, intitolata “Notturno a Villa Verdi”, vedrà la partecipazione di cantanti e musicisti, tra cui Damiana Mizzi, Mara Gaudenzi, Giovanni Sala, Luca Salsi e Michele Pertusi, con il flauto di Bianca Fiorito.
La villa è un luogo sacro per il mondo. Muti ha definito Verdi “il Michelangelo della musica”, sottolineando che la casa del compositore è un luogo sacro non solo per gli italiani, ma per il mondo intero. “Tutto il mondo si ciba della musica di Verdi”, ha ricordato, citando le parole di Gabriele D’Annunzio, che scrisse: “Diede una voce alle speranze e ai lutti, pianse ed amò per tutti”. L’appello di Muti è rivolto a tutti, ma soprattutto ai governi, che, a suo parere, hanno trascurato il patrimonio storico e culturale italiano.
Un luogo che richiede azione
La villa, a pochi chilometri dal teatro e dalla casa natale di Verdi, è stata recentemente ripulita dai giardinieri, che hanno lavorato per ripristinare l’area tra il cancello e la facciata. Muti, seduto al pianoforte Fazioli, eseguirà un programma interamente verdiano, con opere come Nabucco, Rigoletto, Il trovatore, Macbeth e Falstaff. La serata si chiuderà con il “Notturno a tre voci con fluto e pianoforte”, una pagina poco conosciuta che dà il nome alla serata. Nessun intervallo: un’ora sola, senza interruzioni, e l’annuncio di una sorpresa finale.

La ragione va oltre il programma musicale. Muti invita a ascoltare, in quel cortile, ciò che rischia di restare inascoltato. “Il mio Verdi, il nostro Verdi ci guarda, ci starà dicendo ‘Allora ho ragione io, che tutto nel mondo è burla?'”, ha concluso il maestro, esprimendo la sua speranza che i governi si sveglieranno e agiranno per il recupero di Villa Verdi, un luogo che appartiene al mondo intero.
La serata-evento, a inviti, vedrà la partecipazione di tre ministri: Alessandro Giuli (Cultura), Gianmarco Mazzi (Turismo) e Tommaso Foti (Affari Europei). Il richiamo è anche politico: “Saremo un gruppo di musicisti che si siede davanti alla villa di Verdi e dice al mondo, e soprattutto al nostro: ‘Vi date una mossa, volete svegliarvi?'”. Muti, con la sua passione e la sua voce, cerca di far sentire l’urgenza di un intervento concreto per un luogo che, a suo parere, non può più essere ignorato. La villa, che è ora un bene statale, rappresenta un patrimonio unico per l’Italia e per il mondo. Muti, con la sua azione, cerca di far risuonare un messaggio universale, attraverso la musica, per sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere i governi a agire. La sua rabbia non è solo verso l’abbandono, ma anche verso l’indifferenza di chi dovrebbe proteggere e valorizzare il patrimonio storico e culturale del Paese.
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