L’UE taglia i fondi all’Enar: a rischio il network antirazzista più importante d’Europa
L’Ue ritira i finanziamenti all’Enar, organizzazione antirazzista chiave in Europa. Rischi per il network e per la lotta al razzismo.

La Commissione europea ritira i fondi all’Enar
L’Enar, il network antirazzista più importante d’Europa, rischia di perdere i finanziamenti della Commissione europea per il periodo 2026-2028. L’Eacea, l’agenzia responsabile della gestione della sovvenzione, ha negato il finanziamento, mettendo in pericolo l’attività di un’organizzazione che raccoglie 140 associazioni impegnate nella lotta al razzismo. I fondi della Commissione rappresentano circa il 75% delle entrate totali dell’Enar, e il loro ritiro potrebbe portare al taglio di circa l’80% dello staff.
Un processo anomalo e una domanda legittima
L’Enar ha presentato la domanda per un Accordo quadro di partenariato nel 2025, superando con successo la valutazione iniziale. Tuttavia, a partire dall’ottobre 2025, l’Eacea ha avviato un’approfondita valutazione della capacità operativa dell’organizzazione. Nonostante le risposte a ripetute domande e l’accettazione della rendicontazione tecnica e finanziaria, la procedura è stata interrotta. L’organizzazione respinge questa valutazione, sostenendo che non ci siano state violazioni degli obblighi. La decisione ha suscitato preoccupazioni e domande legittime.
L’europarlamentare Benedetta Scuderi ha espresso il suo dubbio: «Mi chiedo perché un’organizzazione con questo track record sia stata sottoposta a un livello di scrutinio così anomalo. È una domanda politica legittima, e l’Europa ci deve una risposta».
Un attivismo in contrasto con politiche europee
L’Enar ha espresso critiche nei confronti di diverse politiche europee, tra cui la decisione di non includere l’immigrazione come tema della nuova Strategia anti-razzismo. Inoltre, un report dell’organizzazione ha denunciato la gestione razzista dei migranti in cinque confini europei, tra cui il confine italo-francese. Queste posizioni, in un momento in cui si rafforza un’alleanza tra partiti di destra e movimenti estremi, potrebbero aver influenzato la decisione della Commissione. Il messaggio dell’UE rischia di essere pericoloso.
Scuderi ha sottolineato: «Il messaggio che l’UE rischia di lanciare è pericoloso: si può fare attivismo per i diritti umani solo finché non si diventa scomodi per chi finanzia».
Un’azione di resistenza e di mobilitazione
L’Enar sta reagendo su diversi fronti. Innanzitutto, ha avviato un’impugnazione della decisione dinanzi al Tribunale dell’Unione europea. Inoltre, ha lanciato una campagna di raccolta fondi chiamata “Defend Anti-Racism”, cercando supporto da fondazioni, società civile e opinione pubblica. Emmanuel Achiri, responsabile della campagna, ha spiegato: «Stiamo lavorando intensamente per mobilitare il sostegno e salvaguardare il network antirazzista». La lotta al razzismo in Europa rischia di essere indebolita.
L’Enar ha contribuito a diversi progressi nella politica europea per l’uguaglianza razziale, tra cui la direttiva sull’uguaglianza nell’occupazione e la strategia per la società civile. Senza il sostegno di questa rete, le comunità razzializzate potrebbero trovarsi in una posizione di maggiore vulnerabilità. L’appello di Scuderi è chiaro: «Se l’Unione vuole davvero una società civile indipendente, deve accettare che l’indipendenza significhi anche poter criticare le istituzioni senza temere ritorsioni politiche o finanziarie».
