Cimolai, l’azienda friulana alla base della ricostruzione di Ground Zero

L’azienda friulana Cimolai ha contribuito alla ricostruzione di Ground Zero con progetti iconici come l’Oculus.

Lavori di costruzione a New York con elementi prefabbricati da Cimolai
Lavori di costruzione a New York con elementi prefabbricati da Cimolai

Un contributo italiano alla rinascita di New York

L’azienda friulana Cimolai ha avuto un ruolo chiave nella ricostruzione di Ground Zero, un progetto simbolo di rinascita e innovazione. L’Oculus, la struttura avveniristica firmata da Santiago Calatrava, rappresenta un’importante opera di riconstruzione del World Trade Center. Lavorando in maniera continua a New York dal 2012, l’azienda ha contribuito alla realizzazione di elementi complessi e di grandi dimensioni, utilizzando tecnologie e metodi prefabbricati per ridurre le attività di cantiere. La collaborazione con Santiago Calatrava ha aperto nuove opportunità. L’imprenditore pordenonese, Luigi Cimolai, racconta che il progetto dell’Oculus è stato il primo lavoro dell’azienda a New York. «Fu lui a fare il nostro nome per quell’importante commessa», spiega. L’azienda ha collaborato alla definizione progettuale dell’opera, realizzata tra il 2012 e il 2014. La struttura, che ha richiesto circa 11mila tonnellate di acciaio, misura 118 metri per 35 e presenta una forma unica, ispirata alle mani che lasciano volare una colomba.

Un’esperienza di lunga durata

Da quando ha iniziato a lavorare a New York, Cimolai ha continuato a essere presente nel mercato locale. «E da allora non siamo più andati via», afferma. L’azienda ha sviluppato una collaborazione duratura con Santiago Calatrava, che ha portato a progetti diversi, come il ponte di Dallas. «Il ponte di Dallas poteva restare un unicum», ricorda Cimolai. La collaborazione con l’architetto ha aperto le porte a nuove opportunità, portando l’azienda a lavorare su progetti di grande impatto.

La prefabbricazione ha ridotto le attività di cantiere. Per ridurre le attività di cantiere, l’azienda ha prefabbricato nei suoi stabilimenti italiani elementi di grandi dimensioni e dalla geometria complessa, seguendone poi l’installazione in loco. La produzione dell’Oculus ha coinvolto tre stabilimenti italiani. La struttura, che ha richiesto circa 11mila tonnellate di acciaio, misura 118 metri per 35. Una delle principali sfide è stata la realizzazione di elementi architettonici di grandi dimensioni, caratterizzati da forme non convenzionali e geometrie estremamente complesse.

L’azienda ha anche partecipato alla realizzazione del treno che collega l’aeroporto di Newark in New Jersey e del George Washington Bridge. Per Cimolai, essere parte della ricostruzione di New York è motivo di orgoglio. «Siamo felici del nostro contributo, dalla ricostruzione del World Trade Center alla trasformazione della città», afferma. L’azienda ha contribuito a progetti iconici come il Perelman Performing Arts Center e la struttura Shed nel quartiere di Hudson Yards, ridefinendo lo skyline newyorkese e creando luoghi dedicati a cultura, sport e socialità.