Totem di plastica e mozziconi a Siracusa: arte per sensibilizzare sulla tutela del mare

A Siracusa, totem realizzati con rifiuti marini diventano arte per sensibilizzare sulla tutela dell’ambiente.

Totem realizzati con plastica e mozziconi a Siracusa, simboli di sensibilizzazione ambientale
Totem realizzati con plastica e mozziconi a Siracusa, simboli di sensibilizzazione ambientale

A Siracusa, lungo il litorale di Ognina, si trovano diversi totem realizzati con rifiuti raccolti in mare, come plastica e mozziconi, che diventano opere d’arte per sensibilizzare sulla tutela e il rispetto dell’ambiente. L’iniziativa è stata realizzata da Alessandro Torrisi, un account manager di una società multinazionale, ma che ha la passione per il mare. L’obiettivo è far capire a chiunque che ciò che si fa in mare non passa inosservato. I totem, realizzati con materiali raccolti durante mareggiate o attività subacquee, rappresentano un simbolo sacro che protegge il mare e lo osserva, come un vigilante per la salvaguardia dell’ambiente.

Plastica e mozziconi: simboli di un mondo inquinato

I totem sono composti da materiali come bottiglie di plastica, infradito, galleggianti e mozziconi raccolti in mare. La bocca di uno di essi è un infradito bianco di plastica, su cui spicca un galleggiante usato per la pesca. Sotto c’è un cartello che recita: “Cigarette after ‘tuffo’, il mio naso e il mare ne sono pieni”. Questo messaggio è un invito a riflettere sull’impatto dei rifiuti sul mare. Torrisi spiega che i mozziconi, in particolare, rappresentano un problema grave, poiché ogni anno ne vengono gettati 4,5 trilioni nell’ambiente. La plastica, che rappresenta tra il 60% e l’80% dei rifiuti marini, è un simbolo di un mondo inquinato e di una gestione inadeguata dei rifiuti.

Un progetto nato da una passione per il mare

Il progetto di GluDaMare nasce da una passione per il mare iniziata fin da ragazzo, condivisa con il fratello Marco. Torrisi ha iniziato a trasformare i rifiuti raccolti in opere d’arte dopo aver avuto l’occasione di conoscere artisti che utilizzano il riciclo come forma di espressione. L’idea è nata nel 2017, quando viveva in Toscana, e si è sviluppata grazie a un’esperienza con artisti che hanno reso il riciclo un mezzo per esprimere un messaggio. “La risposta è stata: togliere quello che il mare non digerisce e non vuole”, racconta Torrisi. L’obiettivo è far tornare a guardare il mare con gli occhi dei più piccoli, che si meravigliano per la sua bellezza e lo rispettano.

Il nome del progetto, GluDaMare, è una composizione formata dall’onomatopea “glu”, che corrisponde al suono dei pesci, e da un gioco di parole tra “dal mare” e “d’amare”. Questo messaggio vuole ricordare che i materiali utilizzati per le opere provengono dal mare e che il sentimento che si prova verso il mare è l’amore per la sua pulizia e il rispetto per il suo ambiente. Torrisi spiega che i pezzi utilizzati per le opere possono essere considerati come fossili dell’era moderna, poiché ci metterebbero anni per essere smaltiti.

Le opere sono state esposte in diverse regioni d’Italia, come Toscana, Puglia, Sardegna e Sicilia. Torrisi collabora con associazioni come Rebelterra e MEDSEA, che promuovono azioni per ridurre l’impatto ambientale e sensibilizzare le nuove generazioni. L’obiettivo è far parlare della tutela e del rispetto dell’ambiente, usando l’arte come strumento di sensibilizzazione. “Partecipo spesso alle giornate di CleanUp, dove con i bambini facciamo un lavoro creativo sui rifiuti che abbiamo raccolto”, conclude Torrisi. L’arte diventa così un mezzo per educare e sensibilizzare, facendo capire che il mare è un bene comune che richiede tutela e rispetto.