Vannacci e la Russia: un generale che non voleva credere all’invasione

Un generale italiano a Mosca minimizzò l’attacco all’Ucraina, come raccontato da un ex collaboratore.

Un generale italiano a Mosca con un ex attaché britannico, discute l’attacco all’Ucraina
Un generale italiano a Mosca con un ex attaché britannico, discute l’attacco all’Ucraina

Il generale Roberto Vannacci, noto per la sua carriera militare e la sua attività politica, ha raccontato un episodio drammatico riguardante la sua presenza a Mosca nel febbraio 2022. Tiziano Ciocchetti, ex collaboratore e analista militare, ha rivelato che il 25 febbraio 2022, poco dopo l’inizio dell’attacco all’Ucraina, Vannacci gli disse: «Qui tutto a posto». Un commento che, a distanza di mesi, appare oggi come una frase di enorme rilevanza. Ciocchetti, che ha collaborato con Vannacci fino al 2024, ha spiegato come il generale, allora in Russia, non si sia accorto della preparazione dell’attacco e abbia minimizzato la situazione. La sua posizione, però, non è rimasta isolata: le parole di Vannacci riecheggiano quelle di John Foreman, ex attaché militare britannico a Mosca, che aveva espresso opinioni simili.

Un’operazione progettata a tavolino

La storia di Vannacci non si limita al suo ruolo in Russia. Ciocchetti ha spiegato come la sua biografia sia stata costruita su una pagina Wikipedia, un lavoro che ha richiesto un’operazione organizzata. L’account Hocker73, che ha iniziato a costruire la voce del generale, ha dichiarato di agire «per incarico del diretto interessato». Questo ha suscitato dibattiti all’interno della comunità di Wikipedia, che ha chiesto se ci fosse un conflitto d’interesse. Ciocchetti ha confermato che l’operazione è stata progettata a tavolino, con l’aiuto di Fabio Filomeni, un altro vicino di Vannacci. L’obiettivo era creare una figura pubblica, in vista del lancio del movimento «Il mondo al contrario».

Un rapporto complesso con la politica

La relazione tra Vannacci e Ciocchetti è stata spesso tensionata. L’ex collaboratore ha raccontato come il generale non ascoltasse le opinioni altrui e si circondasse solo di persone che lo sostenevano. «Non siamo mai andati d’accordo, era pesante stargli accanto», ha detto Ciocchetti. L’esperienza con Vannacci ha portato a una decisione: nel gennaio scorso, Ciocchetti ha lasciato il suo ruolo di assistente a Bruxelles, dove Vannacci era stato eletto al Parlamento europeo. La sua esperienza ha rivelato una figura politica che, seppur influente, non si adattava alle dinamiche di lavoro.

La figura di Vannacci, però, non si limita al campo politico. Il generale, ex incursore, ha una scarsa conoscenza della strategia militare, ma ha sviluppato un’abilità nella comunicazione e nella gestione del messaggio. Ciocchetti ha spiegato come Vannacci utilizzasse tecniche di guerra psicologica, definite PsyOps, per influenzare l’opinione pubblica. Questo aspetto ha reso il generale un personaggio di interesse, non solo per il suo ruolo in Russia, ma anche per il suo impatto sul dibattito politico.

Le parole di Vannacci sono state condivise da un ex attaché britannico. John Foreman, ex attaché militare britannico a Mosca, ha raccontato di aver discusso con Vannacci della situazione in Russia. «Verso ottobre 2021, la situazione cominciò a delinearsi. E le nostre strade si divisero. Lui ripeteva che la Russia non avrebbe mai invaso, nonostante le prove dell’intelligence si accumulassero, mese dopo mese. Poi siamo andati al Balzi Rossi, il miglior ristorante italiano di Mosca, con lui, i francesi e altri europei. Cibo delizioso, ed era Vannacci a offrire, a spese dei contribuenti italiani», ha spiegato Foreman.

La sua posizione ha avuto conseguenze reali. Foreman ha aggiunto che, durante un aperitivo prima di cena, Vannacci aveva affermato: «Mosca non invaderà l’Ucraina». La replica di Foreman fu: «Purtroppo, Roberto, scoprirai troppo tardi che non è così». Nonostante le prove, Vannacci non voleva ascoltare. La sua posizione ha avuto conseguenze gravi, come l’evacuazione di personale italiano da Kiev sotto attacco. La storia di Vannacci, come raccontata da Ciocchetti, rappresenta un caso unico di interazione tra politica, militare e media. Il generale, pur essendo un personaggio di rilievo, ha dimostrato una mancanza di comprensione della situazione geopolitica, che ha avuto conseguenze reali. La sua figura, però, rimane un esempio di come le opinioni di un singolo individuo possano influenzare il dibattito pubblico, anche se non sempre in modo corretto.