L’11 settembre 2001: il volo Alitalia e il racconto di un pilota
Il pilota Luciano Buja racconta come ha scoperto l’attentato alle Torri Gemelle in volo, gestendo l’emergenza e l’atterraggio a Halifax.

A 25 anni dall’11 settembre 2001, il comandante Luciano Buja, ex pilota Alitalia, ha ricostruito in un’intervista al Corriere le ore di tensione vissute a bordo del Boeing 747 durante l’attentato alle Torri Gemelle. Il volo AZ604, partito da Milano diretto a New York, è stato costretto a deviare in Canada a causa del blocco dello spazio aereo americano. Il pilota, oggi in pensione, ha raccontato come, sorvolando l’Atlantico, l’equipaggio ha intuito l’evento straordinario che stava accadendo. «Sorvolando l’Atlantico abbiamo capito che stava accadendo qualcosa di strano, abbiamo saputo dell’11 settembre ascoltando le comunicazioni degli altri piloti», ha detto Buja, ricordando come i comandanti statunitensi, attraverso le radio, hanno dato segnali di allarme.
Un volo inatteso e un’emergenza non prevista
Il volo Alitalia, decollato poco dopo le nove italiane, era destinato a New York, ma non è mai arrivato. Sei ore più tardi, insieme all’equipaggio, Buja ha dovuto gestire una situazione che non era scritta in nessun manuale. «Un collega ci ha informato della chiusura dello spazio aereo americano», ha spiegato. I controllori canadesi hanno comunicato al volo il codice per identificarlo e hanno indicato di dirigere verso l’aeroporto di Stephenville, sull’isola di Terranova. L’equipaggio, però, ha ritenuto non compatibile per un Boeing 747 e ha chiesto il dirottamento ad Halifax. «L’obiettivo delle autorità era mettere a terra tutti, non sapendo se c’erano in aria altri velivoli con a bordo terroristi», ha ricordato Buja.
Con il satellitare di Renzo Rosso, Buja ha saputo degli attentati. «Con il satellitare di Renzo Rosso abbiamo saputo degli attentati», ha detto. L’equipaggio ha provveduto a gestire la situazione, anche se non avevano previsto una simile emergenza. «I controllori di volo canadesi ci hanno comunicato il codice per identificare l’aereo e solo dopo hanno indicato di dirigerci verso l’aeroporto di Stephenville sull’isola di Terranova, da noi giudicato non compatibile per un 747», ha ricordato.
Un aeroporto in fermento e una situazione di emergenza
A Halifax, l’equipaggio ha trovato una situazione caotica. «C’erano una quarantina di velivoli parcheggiati in fila lungo la pista, come fossero tanti taxi», ha descritto Buja. Non ci sono state permessi di scendere, e i passeggeri sono rimasti a bordo per 10 ore. «Prima hanno dovuto capire come sistemare tutti», ha spiegato. I cellulari non funzionavano, ma alcuni passeggeri hanno usato il satellitare per contattare la famiglia. Tra i passeggeri vi era anche Renzo Rosso, patron della Diesel, che ha prestato il telefono a Buja per chiamare a casa. «Ho rassicurato i famigliari e ho avuto un quadro più chiaro anche io», ha ricordato.
La gestione dei passeggeri è stata complessa. «Gestire i passeggeri non è stato facile», ha detto Buja. L’equipaggio è stato trasferito in un motel di un paesino di pescatori, mentre lo spazio aereo americano rimase chiuso per giorni. «Siamo riusciti a rientrare a Milano, riportando a casa gli italiani», ha concluso. Dopo quattordici giorni, Buja è tornato a New York per visitare il sito delle Torri Gemelle, dove ha visto il disastro che aveva cambiato il mondo. «Sono morte duemila persone e la cosa non va dimenticata», ha detto, ricordando come l’attentato ha modificato profondamente il comparto dell’aviazione civile.
Per Buja, l’11 settembre 2001 è un evento che non si cancella. «Sì, il mondo non si può fermare, i voli sono tornati a riempirsi, ma è cambiata la vita dei comandanti», ha osservato. L’esperienza ha dimostrato la preparazione dell’equipaggio Alitalia. «Tutto l’equipaggio ha ottenuto un encomio, c’è chi ha lavorato per 24 ore no stop», ha ricordato. L’11 settembre 2026, Buja penserà a quel giorno, all’equipaggio e ai passeggeri di quel volo. «Penserò a quel giorno, all’equipaggio e ai passeggeri di quel volo. E a un avvenimento che ogni 11 settembre torna d’attualità, segnando, tra gli altri, uno spartiacque per l’avizione civile», ha concluso.
La gestione dell’emergenza ha dimostrato la preparazione dell’equipaggio.
Il volo Alitalia ha vissuto un’esperienza unica e drammatica.
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