Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, chiede 500mila euro per straordinari non pagati

Ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi chiede 500mila euro per straordinari non corrisposti, attesa sentenza in Cassazione.

Ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi chiede 500mila euro per straordinari non pagati, attesa sentenza in Cassazione
Ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi chiede 500mila euro per straordinari non pagati, attesa sentenza in Cassazione

Un ex cuoco chiede 500mila euro per straordinari non corrisposti

Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, attende la sentenza in Cassazione su una causa che riguarda oltre 500mila euro di straordinari non pagati. L’uomo, 49 anni, ha lavorato per undici anni in modo continuativo, tra yacht e castello di Paraggi, dove ha prestato servizio al figlio del Cavaliere. La causa, che ha già visto due gradi di giudizio, si appresta a essere decisa il 29 settembre. L’ultimo atto del processo è stato promosso dai legali del dirigente Mediaset, rappresentati dall’avvocato Fabrizio Daverio.

La controversia nasce da un accordo transattivo firmato nel 2019. Secondo quanto riportato dal suo avvocato, Canale avrebbe accettato una cifra forfettaria inferiore al dovuto, in cambio di una rinuncia a rivendicare straordinari futuri. L’intesa è stata sottoscritta in condizioni di necessità economica, ma senza l’assistenza di un rappresentante sindacale competente. L’ex cuoco ha successivamente impugnato l’accordo, sostenendo che fosse stato firmato in una sede impropria, ossia lo studio del suo precedente legale anziché una sede sindacale.

La sentenza di primo grado e il ribaltamento in appello

Il Tribunale del lavoro di Genova, in primo grado, aveva dato ragione a Pier Silvio Berlusconi, riconoscendo validità al verbale di conciliazione. La Corte d’Appello ha però ribaltato l’esito, stabilendo che quel verbale non aveva valore. Tuttavia, non ha riconosciuto per intero le ore di straordinario rivendicate da Canale, dato che le dichiarazioni raccolte non coprivano l’intero periodo oggetto della richiesta. L’ultimo ricorso è stato presentato in Cassazione, con l’obiettivo di ottenere un giudizio definitivo. Il rapporto tra Canale e Berlusconi è nato in modo inaspettato. Canale, ai tempi diciassettenne, è stato reclutato d’urgenza per sostituire il cuoco infortunato a bordo del “Principessa vai via”, l’imbarcazione di Silvio Berlusconi. L’esperienza ha convinto il figlio del Cavaliere a richiamarlo nel 2007 per lo yacht “Suegno”, e successivamente a impiegarlo stabilmente nel castello di Paraggi, a Genova, dove vive con la compagna Silvia Toffanin e i figli. Il lavoro è continuativo per undici anni, interrompendosi nel 2018.

La famiglia Berlusconi è tornata al centro delle cronache anche per un altro fronte giudiziario, in cui il cognome è emerso dalle parole di Giovanni Brusca. Barbara Berlusconi ha duramente respinto le dichiarazioni rese a Firenze dall’ex boss mafioso, testimone nel processo Baiardo, secondo cui le stragi del 1992-93 sarebbero dovute servire a favorire l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi. La figlia dell’ex premier ha parlato di “teoremi” costruiti da trent’anni senza prove, definendo “ridicolo” il procedimento che riesuma accuse già archiviate contro il padre e Marcello Dell’Utri.

La causa di Giacomo Canale si appresta a essere decisa il 29 settembre, con la Corte di Cassazione che dovrà stabilire se l’accordo transattivo firmato nel 2019 è legittimo o se le ore di straordinario non pagate devono essere riconosciute. L’esperienza di Canale, che ha lavorato per undici anni in modo continuativo, potrebbe portare a un esito definitivo che influenzerà il futuro delle controversie di lavoro tra ex dipendenti e aziende del settore media.