Risparmio italiano in crescita: record di patrimonio e maggiore apertura a investimenti a rischio
Risparmio italiano torna a investire: record di patrimonio e maggiore apertura a azioni e ETF.

Il risparmio italiano mostra segni di ripresa, con un record di patrimonio e una maggiore apertura degli investitori a strumenti a rischio come azioni e ETF. Secondo i dati di Assogestioni, nel secondo trimestre del 2026 i prodotti scambiati in Borsa hanno registrato una raccolta vicina ai 6 miliardi di euro, segno di una ripresa graduale dopo mesi di prudenza. Il patrimonio complessivo del risparmio gestito in Italia ha raggiunto il nuovo massimo storico di 2.722 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2.575 miliardi rilevati alla fine di marzo. Il saldo dall’inizio dell’anno sale a 2,4 miliardi, indicando una tendenza positiva che si conferma anche nel contesto di volatilità e tensioni internazionali.
Un cambiamento di orientamento degli investitori
La crescita del risparmio italiano si accompagna a una maggiore apertura verso strumenti a rischio, come azioni e ETF. I fondi azionari hanno registrato una raccolta di 3,4 miliardi nel secondo trimestre, con un saldo dall’inizio dell’anno che raggiunge i 2,4 miliardi. Questo segnale indica che almeno una parte dei risparmiatori sta tornando ad accettare una quota maggiore di rischio nei portafogli. La crescita dei mercati tra aprile e maggio ha certamente contribuito, ma il fenomeno appare più ampio: la liquidità non viene più considerata necessariamente come l’unico rifugio possibile.
La diversificazione tra strumenti capaci di partecipare alla crescita dei mercati e soluzioni destinate a contenere la volatilità sta prendendo piede. I fondi obbligazionari e bilanciati hanno raccolto rispettivamente 2,5 e 2,3 miliardi nel trimestre, mentre i fondi monetari, pur rimanendo una componente significativa, hanno attirato altri 3,1 miliardi. Questo equilibrio tra crescita e prudenza riflette una strategia di investimento più matura e diversificata.
La crescita degli ETF cambia il mercato
Un altro fenomeno in atto è la crescita degli ETF, che sta modificando profondamente l’industria italiana del risparmio gestito. Secondo i dati di Assogestioni, nel secondo trimestre i prodotti scambiati in Borsa hanno registrato una raccolta vicina ai 6 miliardi di euro. Non si tratta più di una componente marginale dei portafogli, ma di un elemento chiave nella strategia di investimento. La diffusione degli ETF indicizzati si accompagna a quella degli ETF a gestione attiva, aumentando la concorrenza nei confronti dei fondi tradizionali.
Questi strumenti rispondono a esigenze ormai molto diffuse: diversificazione, facilità di negoziazione e possibilità di costruire esposizioni mirate alle diverse aree dei mercati. La crescita degli ETF obbliga contemporaneamente le società di gestione a ripensare prodotti, costi e modalità di distribuzione. La provenienza dei flussi è significativa: nel trimestre i fondi cross-border hanno raccolto 9,6 miliardi, quelli round-trip 5,3 miliardi, mentre i fondi italiani hanno registrato afflussi per 1,1 miliardi. La crescente internazionalizzazione dell’offerta sta quindi cambiando le modalità attraverso cui il risparmio delle famiglie viene indirizzato verso i mercati finanziari.
Il risparmio continua a rappresentare una delle grandi risorse dell’economia italiana, con oltre 2.700 miliardi di euro di patrimonio gestito. La questione decisiva dei prossimi mesi sarà capire quanto di questa enorme massa potrà progressivamente essere indirizzata verso investimenti di medio-lungo periodo. La ripresa della raccolta azionaria costituisce un primo segnale, così come la tenuta dell’obbligazionario e la crescita degli strumenti quotati. Non tutto il risparmio, tuttavia, sta aumentando la propensione al rischio. Le gestioni di portafoglio individuali rivolte alla clientela upper-affluent e private hanno raccolto 2,3 miliardi, così come i fondi chiusi, mentre i mandati istituzionali hanno registrato un saldo negativo di 9,6 miliardi.
