I nuovi antisemiti: l’ultrasinistra europea e il rischio di una regressione ideologica

Un libro svela il fenomeno dell’antisemitismo tra disinformazione e ambiguità in Europa e Italia.

Manifestazione pro Palestina in piazza, con partecipanti e simboli di protesta, in un contesto di tensioni politiche e antisemitismo
Manifestazione pro Palestina in piazza, con partecipanti e simboli di protesta, in un contesto di tensioni politiche e antisemitismo

Un libro scritto da Nora Bussigny, giornalista francese e figlia di immigrati marocchini, ha acceso dibattiti e polemiche in tutta l’Europa. “I nuovi antisemiti. L’ultrasinistra europea tra disinformazione e ambiguità”, pubblicato da Albin Michel, è il frutto di due anni trascorsi in infiltrazione tra i movimenti di estrema sinistra francese, tra i partiti di Jean-Luc Mélenchon e i gruppi anarcosindacalisti. L’opera, insignita del Prix Edgar Faure, ha già suscitato reazioni politiche in Francia, dove l’autrice è minacciata di morte e scortata in ogni sua apparizione pubblica. L’edizione italiana, curata da SeferOttobre e legata all’associazione SetteOttobre, arriverà in libreria a settembre, in coincidenza con la discussione del disegno di legge sull’antisemitismo in Italia.

Un fenomeno in crescita e il rischio di sovrapposizione tra critica e antisemitismo

Secondo l’inchiesta di Bussigny, l’antisemitismo in Europa, specialmente tra le file dell’ultrasinistra, si sta diffondendo in modo inquietante. L’autrice ha seguito decine di manifestazioni pro Palestina, in Francia, Belgio, Lussemburgo e persino negli atenei americani, dove si osserva una crescente ambiguità tra critica politica e odio antisemita. Il libro sottolinea come il disegno di legge sull’antisemitismo, approvato dal Senato e in discussione alla Camera, possa finire per sovrapporre la critica al governo israeliano con il fenomeno antisemita, limitando la libertà di espressione. Critici sostengono che il testo, basato sugli indicatori dell’IHRA, possa reprimere la libertà di parola, soprattutto nei confronti del governo Netanyahu.

La crescita vertiginosa dell’antisemitismo, con episodi quadruplicati dal 2024 al 2025, denuncia Bussigny, è stata rapidamente e abbondantemente preparata da una campagna di disinformazione riconducibile ad organi strutturati di propaganda. Una campagna che è riuscita con successo a trasformare anche nel nostro Paese il carattere antisemitico e terroristico del 7 ottobre “in una caccia giustificata al sionista”. L’inchiesta di Bussigny, con i suoi 13 capitoli, conduce il lettore dietro le fila di decine di manifestazioni pro Palestina, in tutta Europa e in contesti accademici prestigiosi.

La prefazione di Manuel Valls e il dibattito su una sinistra in crisi

La prefazione del libro, firmata dall’ex premier francese Manuel Valls, mette in luce l’imbarazzo della sinistra moderata di fronte all’antisemitismo. Valls, ex socialista e avvicinatosi a Macron, scrive: “Sono un uomo di sinistra. E lo resto. Nonostante essa, nonostante me. Mi rifiuto di appartenere a una sinistra che si compromette con l’odio”. Le sue parole riecheggiano mentre si prepara un grande dibattito in Italia, con manifestazioni in piazza Montecitorio e in altre città, per opporsi al Ddl antisemitismo. La Sinistra radicale, in particolare, è stata criticata per l’ambiguità con cui affronta il fenomeno, nonostante la crescente preoccupazione per l’antisemitismo in contesti radicali.

La crescita dell’antisemitismo in Italia, secondo la giornalista, non ha ancora raggiunto i connotati allarmanti come quelli francesi, ma è in aumento e alimentata da reti associative legate ai Fratelli Mussulmani. L’edizione italiana del libro include un capitolo dedicato al caso italiano, dove la giornalista ricostruisce le reti associative riconducibili alla galassia internazionale dei Fratelli Mussulmani. La pubblicazione del libro in Italia, in coincidenza con il dibattito sul Ddl antisemitismo, rappresenta un momento cruciale per il dibattito su libertà di espressione e per il rischio di regressione ideologica.

La voce di Bussigny, forte e determinata, si pone al servizio di una critica costruttiva, ma anche di un allarme per il futuro della democrazia e della libertà di pensiero. L’opera offre un quadro complesso e spesso drammatico del fenomeno antisemita, che si diffonde attraverso reti internazionali e si nutre di disinformazione e ambiguità. La sua inchiesta, con testimonianze dirette e analisi approfondite, rappresenta un contributo significativo al dibattito pubblico su un tema cruciale per la società contemporanea.